Vaccino antiCovid, l’allarme di Amati: “A Brindisi il 30 per cento dei medici lo rifiuta”

La denuncia arriva dal presidente della commissione Bilancio della Regione: “E’ segno di disprezzo per la salute altrui

“Il rifiuto della vaccinazione” anti Covid “tra il personale sanitario ha percentuali preoccupanti, in alcune province si stima circa il 30%, e in tanti stanno addirittura rifiutando il richiamo. Una situazione gravissima che suggerisce la decisione di portare subito in aula la legge sull’obbligo”.

Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio e programmazione della Regione, Fabiano Amati (Pd), promotore della proposta di legge per estendere l’obbligo alla vaccinazione anti-Covid al personale sanitario. Proposta che ha già ottenuto il via libera dalla commissione Sanità e che ora approderà in Consiglio.

“In generale – prosegue Amati – non si può scegliere di contagiare gli altri, figurarsi in ambito sanitario e per di più nell’ambito delle iniziative di contrasto a una delle più grandi e gravi pandemie registrate nella storia conosciuta dell’umanità. Gli operatori sanitari dovrebbero essere i primi a volere l’ampia diffusione della pratica vaccinale, proprio perché sanno meglio degli altri cosa significhi ammalarsi di Covid-19”.

“Per questo – conclude – un rifiuto non può essere interpretato come un atto di libertà individuale, ma come disprezzo della salute altrui. A questo punto l’obbligo mi sembra ancor più indispensabile”.

Salvini: ‘L’euro? Solo la morte è irreversibile’. Botta e risposta con Zingaretti

Draghi prepara il discorso alle Camera ma c’è il nodo delle liti tra i partiti

Ponte Stretto: Salvini, mi aspetto che Draghi lo rilanci © ANSA

Non dura quarantotto ore l’appello ai ministri a parlare solo con i fatti. Nelle ore in cui Mario Draghi prepara il discorso sulla fiducia che pronuncerà mercoledì in Parlamento, la sua larghissima maggioranza è già solcata da conflitti, accuse reciproche, distinguo.

L’invito al silenzio rivolto in Cdm dal presidente del Consiglio mirava proprio a sminare possibili polemiche prima del voto di fiducia ma è già botta e risposta tra il segretario della Lega Matteo Salvini e il leader del Pd Nicola Zingaretti, che ieri si sono, tra l’altro, incontrati alla Camera. 

“Euro è irreversibile? C’è solo la morte che è irreversibile”, dice il numero uno della Lega a ‘L’aria che tira’. “L’euro e l’Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell’Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo”, è la replica via twitter di Nicola Zingaretti.

Il vertice tra i due doveva restare segreto ma ilfattoquotidiano.it immortala entrambi i leader all’uscita e Salvini non nega: “Abbiamo parlato di lavoro, del prossimo blocco dei licenziamenti, bisognerà parlare con le parti sociali”. Il Nazareno tace ma il leghista dice di più, che vedrà anche i segretari di M5s, Fi, Iv. I vertici tra i leader potrebbero diventare la camera di compensazione della larghissima maggioranza, spiegano più fonti. “Conto di incontrare gli altri leader entro la settimana. Oggi spero di incontrare Gelmini e Giovannini”, dice sempre a La7.

“Stiamo cercando – sottolinea in un altro passaggio – soluzioni alle tante crisi aziendali: c’è un progetto di fattibilità sul ponte dello Stretto con l’acciaio prodotto a Taranto, Sarebbero circa 100mila posti di lavoro. Mi aspetto che Draghi rilanci il Ponte sullo Stretto“.

In mattinata Salvini aveva sottolineato a Radio Capital la necessità di deporre l’ascia di guerra lavorare insieme e pensare all’occupazione. Sono stato un’ora con Giorgetti, ci cono 140 crisi aziendali ferme da mesi. Il 31 marzo c’è lo sblocco dei licenziamenti, bisogna intervenire subito”.

Covid, Crisanti: ‘Bene Ricciardi, l’agenda la detta il virus’. Galli: ‘Ho reparto invaso da nuove varianti’

Circolare del ministero della Salute: ‘Monitorare effetti nuove varianti su test rapidi. Per ora funzionano ma emerse altre mutazioni’

Roma © ANSA

Le varianti del virus continuano a preoccupare. “L’agenda non la decidono né i politici né gli esperti: la decide il virus. Finché non lo controlliamo, la realtà è questa”, ha detto Andrea Crisanti, Direttore di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova, ad Agorà Rai Tre, con riferimento alle parole di Walter Ricciardi che ieri aveva chiesto un lockdown di qualche settimana per limitare la diffusione delle varianti.

“Bisogna mettersi l’anima in pace su questa cosa – ha aggiunto Crisanti -.

Quindi ha fatto benissimo Ricciardi a sollevare l’allarme su questa problematica perché i politici, in genere, anche nel passato, si sono mossi sempre in ritardo. Sempre”.  

Per l’infettivologo Massimo Galli, parlando alla trasmissione Mattino 5, “siamo tutti d’accordo che vorremmo tutti riaprire, ma io mi ritrovo di nuovo un reparto invaso da nuove varianti, e questo riguarda tutta l’Italia e questo fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri”. “Le avvisaglie vengono guardando cosa sta succedendo in altri paesi europei e le varianti – ha continuato – Le varianti ci sono e sono maggiormente contagiose e quindi hanno maggiore capacità a diffondersi in situazioni che non si ristendono sicure. E’ spiacevole ma è un dato di fatto. Questa è la realtà intorno a cui è inutile fare chiacchiere”. 

Intanto arriva una nuova circolare del Ministero della Salute sui test antigenici rapidi alla luce della circolazione delle nuove varianti del virus. Da quella inglese a quella brasiliana, le nuove varianti “che presentano diverse mutazioni nella proteina spike, non dovrebbero in teoria causare problemi ai test antigenici, in quanto questi rilevano la proteina N”. Tuttavia, “è da tenere presente che anche per la proteina N stanno emergendo mutazioni che devono essere attentamente monitorate per valutare la possibile influenza sui test antigenici che la usino come bersaglio”.

“Data la sensibilità analitica non ottimale” di diversi test rapidi oggi disponibili, “è consigliabile confermare la negatività di test antigenici eseguiti su pazienti sintomatici o con link epidemiologico con casi confermati di Covid-19“. E “questa necessità è rafforzata dalla possibile circolazione di varianti virali con mutazioni a carico della proteina N, che è il principale antigene target utilizzato in questo tipo di test”, sottolinea la circolare “Aggiornamento sull’uso dei test antigenici e molecolari per la rilevazione di SARS-CoV-2”, che aggiorna le indicazioni alla luce della circolazione delle nuove varianti del virus. Inoltre, si legge, “alla luce dei risultati disponibili nella letteratura scientifica appare chiaro che, pur considerando l’elevata specificità dei test antigenici, i campioni positivi a tali test in contesti a bassa prevalenza necessitano di conferma con un test molecolare o, in caso di mancata disponibilità di tali test molecolari, con un test antigenico differente, per eliminare la possibilità di risultati falsi positivi”. Rispetto alla situazione rilevata in occasione dell’emanazione della circolare dell’8 gennaio, si legge infine nel nuovo documento, si è osservato “un cambiamento nella situazione epidemiologica dovuta alla circolazione di nuove varianti virali, che non possono non essere prese in considerazione”.  

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato ha detto che “nella nostra regione si è cominciata ad affacciare, con una presenza non importante come in altre regioni, la cosiddetta variante ingelese. Allo stato attuale bisogna mantenere ancora alta l’attenzione rispetto alla circolazione del virus, seppure alcuni indicatori siano in lieve diminuzione” nel Lazio. 

D’Amato: “Nel Lazio il 18 per cento dei positivi ha la variante inglese”

E sono 3.057.132 le dosi di vaccino somministrate in Italia a questa mattina, secondo i dati forniti dal ministero della Salute, su un totale di 1.289.059 persone vaccinate anche con il richiamo. Le dosi distribuite alle regioni ad oggi sono 3.651.270 delle quali l’83.7% somministrate. Al momento sono tre i vaccini distribuiti in Italia: Pfizer (3.288.870), Moderna (112.800), Astrazeneca (249.600).