
Il provvedimento in seguito alle querele presentate da El Shaarawy e Casale
Fabrizio Corona è nuovamente indagato per diffamazione aggravata dalla Procura di Milano sulla base delle querele presentate dall’attaccante della Roma Stephan El Shaarawy e da Nicolò Casale, difensore della Lazio. Entrambi erano stati coinvolti nel caso scommesse emerso nei giorni scorsi per le rivelazioni fatte dall’ex agente fotografico nella trasmissione tv Striscia la Notizia.
I giocatori accusati si difendono: “Operazione infamante”
Gli attacchi di Corona sono stati diffusi sul suo profilo Instagram, sul sito di notizie Dillinger e nel programma tv “Striscia la notizia”. Contro le accuse entrambi i giocatori si sono rivolti ai propri legali chiedendo di procedere per diffamazione aggravata, ma “potrebbero sussistere anche profili di calunnia o di rivelazione di segreto d’ufficio in relazione alle dichiarazioni rese in questura da Corona”, riferisce l’Adnkronos.
“Nicolò non ha mai scommesso su un evento sportivo ed è inaccettabile la gogna a cui è sottoposto sulla base della parola di un delinquente conclamato, pronto a tutto pur di avere visibilità mediatica” le parole scritte in una nota (dei giorni scorsi) del legale di Casale, l’avvocato Guido Furgiuele.
“Quella che è avvenuta è stata, senza mezzi termini, un’operazione infamante e, cosa ancora peggiore, chirurgicamente orchestrata: a tutela mia, della società a cui sono legato e, in definitiva del calcio italiano, i suoi autori devono senz’altro risponderne ed essere distolti da eventuali analoghe iniziative” erano state le affermazioni sul caso dell’attaccante El Shaarawy tramite i legali, gli avvocati Matteo Uslenghi e Federico Venturi Ferriolo.

Cosa rischia Fabrizio Corona ora?
Posto che i reati devono ancora essere valutati e che servirà tempo per eventuali condanne, non si può comunque dire che Fabrizio Corona possa dormire sonni tranquilli, perlomeno non come potrebbe una persona dalla fedina penale immacolata.
Il 14 novembre 2023, infatti, in udienza il tribunale di Milano dovrà esprimersi sulla sua pericolosità sociale e sull’applicazione della sorveglianza speciale. Questo perché il 30 maggio 2012 Fabrizio Corona era già stato posto sotto questa misura preventiva, sospesa in seguito all’arresto del 2013. Soltanto questo settembre ha finito di scontare la pena, perciò è necessaria una valutazione sulla ripresa della sorveglianza.
Il tribunale milanese dovrà stabilire se il percorso seguito in questi 10 anni abbia avuto gli esiti sperati, valutazione in cui la presenza di nuove querele – peraltro per reati che avevano già portato a una condanna – non può che influire, anche se non è certo un criterio unico.
Un eventuale ritorno della sorveglianza speciale non comporterebbe ovviamente un’altra carcerazione, trattandosi di misura preventiva, ma l’obbligo di rispettare le prescrizioni ritenute opportune dal giudice sullo svolgimento di una vita retta e rispettosa della legge, con limitazionisugli spostamenti, sui loro orari e sulle frequentazioni di luoghi o persone. Come già ribadito, tuttavia, Corona è soltanto querelato per il momento, perciò i giudici dovranno valutare questo evento per il peso che ha, alla luce della situazione complessiva.






