A cura di redazione

La leader venezuelana premiata per la lotta democratica contro Maduro. L’ex presidente USA, candidato da più Paesi, resta fuori e attacca la scelta del comitato.

Oslo

Il Nobel per la Pace 2025 va a María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana. L’annuncio, arrivato questa mattina da Oslo, premia “l’instancabile impegno per una transizione pacifica e democratica in Venezuela”. Una scelta dal forte valore politico che colloca la battaglia contro il regime di Nicolás Maduro al centro dell’agenda internazionale.

Machado, figura di riferimento per milioni di oppositori, ha dedicato il premio “a tutti i venezuelani che lottano pacificamente per la libertà”.

I candidati: 338 nomi, da attivisti a leader politici

Quest’anno il comitato ha ricevuto 338 candidature, tra cui attivisti per i diritti umani, ONG e figure impegnate nei conflitti in Medio Oriente. A far discutere, però, è stata soprattutto la presenza di Donald Trump, candidato da governi di Israele, Pakistan e Cambogia.

Gli sponsor della sua candidatura hanno sottolineato i “risultati diplomatici” dell’ex presidente USA: dal sostegno ad accordi di cessate il fuoco in Africa e Medio Oriente al rilascio di ostaggi.

Il sogno infranto di Trump

Trump non ha mai nascosto la propria ambizione a ricevere il Nobel per la Pace, parlando di sé come di “uno dei leader più efficaci sul piano diplomatico della storia americana”.

La sua esclusione ha provocato la reazione della Casa Bianca, che ha parlato di “premio politicizzato, un riconoscimento dato per mandare segnali contro certi regimi e non a chi produce risultati concreti”.

Lo stesso Trump, in un post sui social, ha accusato la commissione di “aver perso un’occasione storica”.

Critiche e reazioni internazionali

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il presidente francese Emmanuel Macron ha commentato con ironia: “Se Trump vuole davvero il Nobel, cominci a fermare la guerra a Gaza”.

Intanto gli analisti internazionali osservano come la scelta del comitato si inserisca in una linea precisa: premiare non solo chi media conflitti, ma anche chi resiste in contesti autoritari.

Un premio dal valore simbolico

Se Trump vede sfumare il suo sogno di consacrazione, il Nobel a Machado manda un messaggio chiaro: il riconoscimento alla pace non passa soltanto dalle grandi trattative diplomatiche, ma anche dalla resistenza civile e dalla difesa dei diritti fondamentali.

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