In carcere la donna che ha avuto un figlio da un 13enne a cui dava ripetizioni per preparare l’esame di terza media. La Cassazione ha respinto il ricorso del legale della 34enne contro la sentenza d’appello confermando la condanna a 6 anni, 5 mesi e 15 giorni di reclusione per violenza sessuale su un minore di 14 anni e atti sessuali con minore. I fatti risalgono al 2017, riavvolgiamo il nastro.

La foto della donna

Cosa è successo

La donna, una operatrice socio-sanitaria, aveva conosciuto l’adolescente nella stessa palestra di arti marziali frequentata dal figlio. Poi ha iniziato a dargli delle ripetizioni e ad avere dei rapporti sessuali con lui, da giugno 2017 a gennaio 2019. Da quegli incontri nell’agosto del 2018 è nato un figlio. Voleva a tutti i costi mandare avanti la relazione con il ragazzino molto più giovane di lei: è arrivata persino a minacciarlo dicendo che avrebbe rivelato a tutti la paternità del bimbo se avesse messo fine agli incontri a sfondo sessuale.

A scoprire tutto la mamma del minorenne dopo aver capito che qualcosa lo turbava. L’adolescente ha raccontato tutto, la relazione con la donna e la nascita del bambino. L’esame del dna ha poi confermato la paternità del ragazzino. Nelle indagini finì anche il marito della ‘prof’, per aver riconosciuto il bambino pur non essendo suo, ma poi è arrivata in appello l’assoluzione. Dopo aver trascorso un anno agli arresti domiciliari il 24 ottobre, dopo la condanna definitiva, la donna si è recata spontaneamente in carcere poiché il reato di cui si è resa colpevole è ostativo, ossia non consente di scontare la pena con forme di detenzione alternative

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