A cura di redazione

In 100mila scesi in piazza a Milano  Tanti i manifestanti in piazza, una “risposta ottima” secondo il sindaco di Milano Giuseppe Sala che dal palco, ha scandito che il fascismo “è stato un crimine” e che la Costituzione va difesa ora dalle modifiche che vogliono “stravolgerla”, ovvero il premierato. “Milano e il suo sindaco dicono oggi, 25 aprile, che la Costituzione non la possono toccare in questo modo. E non la toccheranno” ha promesso, applaudito mentre inizialmente aveva avuto fischi dalla compagine filopalestinese, che avrebbe voluto intervenire dal palco. 

I messaggi di Antonio Scurati e Ilaria Salis  Un garofano rosso tenuto in mano da Antonio Scurati mentre dal palco della manifestazione nazionale di Milano scandisce che il 25 aprile non è semplicemente “la festa della liberazione, ma la festa della liberazione dal nazifascismo”. Dal palco viene anche letto un messaggio di Ilaria Salis, lo fa il padre Roberto, perché lei è incarcerata “dai nazisti” a Budapest, che chiede all’Italia di rimanere “dalla parte giusta della storia”: sono le immagini che danno la chiave di lettura di una giornata di manifestazioni andate in scena in tutta Italia per onorare la “Repubblica antifascista”, non senza contrasti. Ha preso la parola invece Scurati, leggendo il monologo censurato in rai, ribadendo che finché il termine antifascismo “non sarà pronunciato da chi governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana”.

Applauditissimo, è sceso e ha ricevuto l’abbraccio di Elly Schlein, che ha partecipato al corteo ma ha preferito non salire sul palco con Anpi e altri. “Il 25 aprile è una giornata in cui va rinnovato l’impegno e la lotta per la difesa della nostra Costituzione e per la sua piena attuazione” ha spiegato la segretaria dem. I valori della Costituzione vanno difesi “con tenacia” anche secondo Emanuele Ronzoni, segretario operativo della Uil. A tirare le fila degli interventi il presidente Anpi Gianfranco Pagliarulo che ha chiesto all’Italia di “riconoscere lo Stato palestinese”, il cessate il fuoco e il ritorno degli ostaggi, ma soprattutto ha parlato della difesa della legge 194 e della costituzione e ha concluso con “W la repubblica Antifascista”.

Ad Asti polemica per “Bella Ciao”  “Bella ciao” censurata ad Asti, dopo protesta Anpi viene suonata Polemiche alla celebrazione del 25 aprile ad Asti. Secondo l’Anpi locale la banda comunale della città avrebbe ricevuto ordine da un non ben precisato dirigente comunale di non suonare “Bella ciao”, la canzone simbolo della Festa di Liberazione. Alla fine “Bella ciao” ha accompagnato come previsto, il corteo del 25 aprile astigiano. “Alla fine l’hanno poi suonata quasi ininterrottamente – dice il vice presidente Anpi, Guido Cardello – perché dietro di loro c’era il direttivo Anpi che la cantava e quindi non sono riusciti a interrompere l’esecuzione, ripetendola fino al termine del corteo”. La Città di Asti è guidata da una giunta di centrodestra.

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