A cura di redazione

È stata sentita per per circa 7 al Commissariato di Lanciano, la maestra di ballo di di 54 anni sparita dal 28 aprile al 4 maggio scorsi. La donna ha dato due versioni: prima ha parlato di un rapimento e poi di allontanamento volontario
Solo qualche ora prima, sua sorella Sonia cedeva alla stanchezza e allo sconforto. Fino ad allora, era sempre stata irremovibile: «Milena non è tipo da togliersi la vita», assicurava. Dopo una settimana senza notizie di questa insegnante di danza 54enne di Lanciano, Chieti, madre di due figli poco più che adolescenti, separata da anni e scomparsa domenica scorsa, dopo aver pranzato coi ragazzi e poi essersi congedata da loro dicendo di voler fare due passi in riviera, anche i suoi cari dubitavano: «A questo punto, non sappiamo più cosa pensare», ammettevano. Milena aveva infatti chiuso il suo profilo Facebook, postato tre foto della Costa dei Trabucchi sullo stato di Whatsapp e spento il telefono senza più riaccenderlo. Invece, ieri notte, è entrata in un bar di Castel Volturno, Caserta, ha telefonato e tranquillizzato tutti: sta bene. È stato un allontanamento volontario.
In Abruzzo, sabato le ricerche erano state sospese col calare della sera. Sarebbero proseguite oggi, verso sud, per mare e per terra, con motovedette della finanza, unità di vigili del fuoco e carabinieri, squadre di volontari, amici e parenti stretti a piedi sulle scogliere.
La vicenda di Milena aveva destato subito preoccupazione. C’erano soprattutto tre elementi che non quadravano. Il primo era la chiusura di Facebook, che non si spiegava e non si sapeva se attribuire a lei o a qualcun altro. Poi, la ruota a terra nell’auto correttamente parcheggiata della donna: una telecamera di sicurezza in strada, l’aveva ripresa scendere con atteggiamento normale, dopo aver posteggiato la sua Renault Clio. Accanto allo pneumatico danneggiato, però, era poi stato trovato un chiodo, che tuttavia poteva aver provocato la foratura accidentalmente e poi essere semplicemente saltato via, con la ruota
sgonfia.
Per terzo, c’erano le dichiarazioni di un prete esorcista, padre Pius Chittilappilly, nazionalità indiana, che secondo alcune fonti di stampa avrebbe acconsentito a benedire la donna per liberarla da un momento di difficoltà economica e, secondo altre, avrebbe invece bonificato dal malocchio alcuni oggetti che Milena aveva trovato nella palestra in cui lavorava e che riteneva stregati. Questa ricostruzione
era stata smentita dalla sorella Sonia.
Proprio a questo incontro, tuttavia, Milena sarebbe andata accompagnata da un uomo, sul quale gli inquirenti hanno verificato la possibilità che fosse in qualche modo coinvolto nella sua sparizione, senza trovare riscontro. Fondamentale, per la soluzione del caso, è stato lo sforzo della Procura di Chieti, delle forze dell’ordine e dell’associazione Penelope che, attraverso la sua segretaria regionale,
Alessia Natali, è stata sempre vicino alla famiglia. Ha prodotto i volantini, curato la campagna social per dare diffusione alla notizia della scomparsa e ha poi gestito le segnalazioni di presunti avvistamenti.
Probabilmente, proprio grazie al risalto pubblico, Milena ha saputo degli sforzi in atto per ritrovarla e ha deciso di farsi viva con i famigliari per tranquillizzarli. Nonostante il lieto fine, diversi aspetti restano ancora da chiarire sull’accaduto.






