A cura di redazione

È indagato per naufragio e omicidio plurimo colposi il comandante del Bayesian, James Cutfield. Il veliero era affondato lunedì scorso a Porticello, nel Palermitano. Nell’incidente sono morte sette persone.

Dopo avere sentito ieri Cutfield, i pm della Procura di Termini Imerese questa mattina sono tornati all’hotel Domina Zagarella di Santa Flavia in provincia di Palermo per risentire alcuni membri dell’equipaggio. Si tratterebbe di colloqui con persone informate dei fatti. 

Cutflield ieri è stato ascoltato per due ore dai magistrati della procura di Termini Imerese. Le questioni che il pm ha voluto chiarire con il capitano sono in relazione alle testimonianze degli ospiti della nave e dei membri dell’equipaggio, anche dopo aver acquisito le immagini del robot subacqueo inviato sul fondale dove giace il Bayesian dopo il naufragio. Tra le questioni ancora non chiare c’è quella relativa ai portelloni laterali (chiusi o aperti) e a quale fosse la posizione della deriva. Tra gli indagati, oltre al comandante, ci potrebbe essere anche il suo vice e l’uomo che era in plancia quando si è scatenato il temporale e il downburst. Le autopsie sui cadaveri delle vittime dovrebbero cominciare la prossima settimana dopo la notifica degli avvisi di garanzia.

Tra le ipotesi un ritardo nel dare allarme

Ci sarebbe stato un grave ritardo nel dare l’allarme prima dell’affondamento del Bayesian. Su questa ipotesi stanno lavorando i magistrati della procura di Termini Imerese. Al vaglio degli inquirenti c’è ora la posizione del membro dell’equipaggio che quella notte era di turno in plancia e aveva a disposizione le più sofisticate apparecchiature che rilevano allerte meteo e le condizioni della nave.

Le domande senza risposta: “Necessario recuperare il relitto e analizzarlo”

Il riserbo da parte degli investigatori è molto alto e legato all’approfondimento delle indagini. Al momento rimane il fatto che, stando anche alle risposte date da Raffaele Macauda, comandante della Capitaneria di Porto di  Palermo, e dal sostituto procuratore Raffaele Cammarano, non è stata ancora trovata la scatola nera. 

I numeri da soli parlano chiaro della difficoltà e della necessità di agire, innanzi tutto, per salvare le persone che si trovavano imprigionate all’interno della barca: operazioni per niente facili, a 50 metri di profondità e con pochi minuti per poter agire. 20 i sommozzatori messi in azione, 11 di loro altamente specializzati per un totale di 123 immersioni composte da team di due persone ciascuno per un totale di oltre 4000 minuti di immersioni. Difficoltà rese maggiori dagli  alloggi e cabine che “non hanno dimensioni tali da poter lavorare con tranquillità unita alla scarsa visibilità”. A dare supporto, una ulteriore squadra da terra composta da 70 persone con diverse professionalità. 

Alcuni superstiti lasciano l’albergo

Sei passeggeri del Bayesian che erano ospiti dell’hotel Domina Zagarella a Santa Flavia (Palermo) hanno lasciato l’albergo. Tra loro la proprietaria dell’imbarcazione, Angela Barcares moglie del tycoon Mike Lynch e madre di Hannah, entrambi morti nel naufragio. Allo Zagarella restano i 9 componenti l’equipaggio tra cui il comandante, il neozelandese James Cutfield, che dovrebbe essere nuovamente interrogato nei prossimi giorni, come ha fatto sapere il procuratore di Termini Imerese: “ci aspettiamo che prima di lasciare l’Italia attenda l’esito degli accertamenti”.

I superstiti non sono stati sottoposti ad alcool test o ad altri test per le droghe in quanto, hanno spiegato gli inquirenti, bisognava dare antecedenza al prestare loro soccorso, sia per lo shock che per le ferite riportato.

Tante le domande che, al momento, rimangono senza risposta: tra queste quale sia stato il ruolo davvero svolto dal comandate del Bayesyan e perché lo yacht da 500 tonnellate si sia inabissato così velocemente. Serve poi chiarire quanto sia state inaspettati i cambiamenti meteorologici, dato che gli avvisi non parlavano di vento di burrasca. Una guardia in plancia, comunque, era presente. Il Bayesian non è stato investito da una tromba marina d’aria “ma da un downburst”, ha spiegato il sostituto procuratore.

Il recupero dell’ultimo cadavere

Anche Hanna Lynch, come le altre vittime del naufragio al largo di Porticello (Palermo), è rimasta intrappolata dentro una delle cabine. I sommozzatori dei Vigili del fuoco, che da lunedì mattina lavorano incessantemente sul fondale, a 50 metri di profondità, hanno recuperato il corpo senza vita dell’ultima dispersa. 

L’ambulanza con il corpo della 18enne, ha lasciato il molo di Porticello martedì 23 agosto. Il cadavere è stato poi portato al cimitero dei Rotoli a Palermo, dove si trova anche la salma del padre Mike Lynch, l’imprenditore britannico morto anche lui nei naufragio. Recuperato l’ultimo corpo, la procura di Termini Imerese, nelle prossime ore, disporrà l’autopsia sulle sette vittime del naufragio. Gli esami saranno eseguiti dai medici dell’istituto legale del Policlinico di Palermo

Nel molo di Porticello i vigili del fuoco hanno applaudito i colleghi sommozzatori che hanno effettuato le ricerche in mare delle vittime. 

passeggeri sono “morti come topi”, secondo la ricostruzione fatta dalla procura di Termini Imerese, pronta a procedere con gli avvisi di garanzia per naufragio, disastro, omicidio plurimo e lesioni colpose. Gli inquirenti stanno passando in rassegna le azioni e le decisioni del comandante del Bayesian, il 51enne neozelandese James Cutfield e del primo ufficiale Matthew Griffith, 22 anni francese, che ruolo avevano e quale responsabilità nella nave. Anche la posizione dell’armatore è al vaglio. In questa fase delle indagini l’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per consentire la nomina dei consulenti di parte che partecipano agli accertamenti.

Il cadavere di Mike Lynch, è stato il penultimo corpo recuperato la mattina del 22 agosto, in una delle cabine del relitto. Aveva cambiato idea poco dopo la sua assoluzione nel caso di frode negli Stati Uniti e l’aveva ritirato dal mercato a luglio, decidendo che avrebbe trascorso l’estate a bordo, riservandosi di rivalutare in autunno la decisione di vendere. Ospiti erano stati invitati a bordo dello yacht per festeggiare la vittoria di Lynch in tribunale, nonché i colleghi del fondo di investimento londinese Invoke capital, da lui gestito.

La famiglia Lynch ringrazia le autorità italiane

A poche ore dal ritrovamento del corpo dell’ultima superstite del naufragio della Bayesian, Hannah, la figlia 18enne di Mike Lynch, la famiglia, in una nota ufficiale, ringrazia le autorità italiane e chiede rispetto per la privacy.

“Come componenti della famiglia Lynch siamo devastati, sotto shock e siamo confortati e sostenuti dai nostri familiari e amici. Il pensiero  in questo momento è rivolto a tutte le persone colpite dalla tragedia. Ringraziamo sinceramente la guardia costiera italiana, i servizi di emergenza e tutti coloro che hanno contribuito al salvataggio”. “Chiediamo adesso – si legge ancora – che la nostra privacy sia rispettata in questo momento di incedibile dolore”.

Ringraziamenti anche da parte della ‘Camper & Nicholsons’, società di gestione della Bayesian. “Ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato senza sosta nelle operazioni di soccorso”, fanno sapere, ricordando in un nota che lo yacht “si è imbattuto in condizioni meteo fortemente avverse ed è affondato con 22 persone a bordo”. “I continui sforzi della guardia costiera italiana, dei vigili del fuoco, dell’aeronautica militare e dei carabinieri, oltre ai pescatori che si trovavano nei pressi e ad altri soggetti pubblici hanno consentito di salvare – rimarca la società armatrice – 15 persone subito dopo l’affondamento”.

La Camper & Nicholsons ricorda infine che le persone a bordo “erano colleghi, amici e clienti di grande valore. Ai loro cari va la nostra più profonda partecipazione in questo momento così incredibilmente difficile. La nostra priorità resta la piena cooperazione con le autorità e fornire supporto alle famiglie coinvolte da questa tragica perdita”.

Lynch parlava di una seconda prospettiva di vita

È la Bbc a raccontare del desiderio del magnate di una seconda prospettiva di vita. Un auspicio che Lynch aveva rivelato proprio all’emittente britannica, nel corso di una intervista poche settimane prima della tragedia. 

Quando Lynch è stato assolto in modo clamoroso da un tribunale statunitense da 15 accuse di frode all’inizio di quest’anno, era anche in linea per un pagamento di 300 milioni di sterline dalla recente vendita della società di sicurezza informatica britannica Darktrace, da lui co-fondata. Le cose stavano migliorando e sembra che il viaggio in yacht fosse inteso come una celebrazione di quel nuovo capitolo. Lynch ha parlato in questa intervista di come la sua ricchezza lo abbia aiutato a superare i procedimenti legali, ma allo stesso modo, è stata anche la sua ricchezza a mettere lui e la sua famiglia sullo yacht di lusso.

La ricostruzione dei soccorsi

Nel pomeriggio di mercoledì sono stati recuperati e identificati i primi quattro corpi: si tratta del banchiere Jonathan Bloomer, della moglie Elizabeth, dell’avvocato Chris Morvillo e della moglie Nada

Poi giovedì era stato recuperato il corpo di Mike Lynch e venerdì quello della figlia 18enne Hannah.

A bordo della barca, di proprietà della moglie di Lynch, c’erano 22 persone. Era ancorata al largo del porto di Porticello, vicino a Palermo, quando si è capovolta durante una violenta tempesta prima dell’alba lunedì. Il corpo del cuoco dello yacht, Recaldo Thomas, è stato ritrovato poco dopo l’affondamento del veliero, mentre per i sei dispersi ci sono voluti due giorni di ricerche senza sosta. Le speranze di ritrovarli vivi si sono dissipate quando si è avuta la certezza che erano rimasti all’interno dello scafo, inabissatosi a una profondità di 50 metri.

La svolta è arrivata dopo l’apertura di un varco: una volta divelta una vetrata spessa tre centimetri, sul lato opposto a dove si trovano le cabine dello yacht di 56 metri piegato di 90 gradi sul fianco destro, è apparso integro, con il grande albero maestro ancora agganciato.

Il dispositivo di soccorso dei vigili del fuoco era composto oggi da 27 sommozzatori, 11 i sommozzatori speleo mentre 8 sono quelli abilitati Dno (decompressione in nitrox) che utilizzano miscele in fase di decompressione che consentono una permanenza maggiore in immersione alla profondità di 50 metri. Mentre un “robot” della Guardia costiera è capace di operare sul fondale marino fino a 300 metri, con un’autonomia tra le 6 e le 7 ore, registrando video e immagini dettagliate, elementi utili per ricostruire la dinamica dell’incidente ai fini dell’inchiesta.

La cronaca dei fatti e l’inchiesta della procura

In attesa delle operazione di recupero del Bayesian, per esaminare l’imbarcazione e la scatola nera dalle quali si attendono elementi decisivi, l’attenzione di investigatori e inquirenti si concentra sulle cause del naufragio. Fermo restando l’impatto della tromba d’aria, che ha investito il veliero all’alba di lunedì con vento a 150 km orari, si fa sempre più strada l’ipotesi di una catena di errori alla base del naufragio

Si va delineando, infatti, la catena di errori umani che avrebbe determinato il disastro marittimo: dalla deriva mobile, parzialmente alzata, che potrebbe avere avuto un ruolo determinante nella minore stabilità dello scafo, ad alcuni portelloni aperti, che avrebbero imbarcato una grande massa d’acqua in poco tempo favorendo il rapido inabissamento del veliero ai motori spenti e al mancato funzionamento del sistema che in questi casi dovrebbe sigillare i boccaporti e gli accessi all’interno. La procura di Termini Imerese indaga per naufragio, disastro, omicidio plurimo e lesioni.

Al vaglio dei pm anche i video e le fotografie scattate la notte della tempesta da alcuni abitanti della zona, ma anche le telecamere di sorveglianza, in particolare di un cantiere nautico, che puntava la telecamera proprio sulla barca e di una villa privata. 

La Guardia costiera, nei giorni scorsi, ha visitato tutte le case private e i luoghi pubblici con le telecamere di sorveglianza puntate proprio sul mare. Dalle immagini si vede la barca, che nel giro di pochi minuti affonda nel mare in tempesta. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati i 15  sopravvissuti al naufragio, tutti ospiti all’Hotel Domina di Santa Flavia (Palermo).

Emergono anche particolari su quello che è successo nella manciata di minuti in cui il natante di 56 metri è stato sopraffatto dalla tempesta, con il tentativo di equipaggio e passeggeri di mettersi in salvo, di scappare, ma per alcuni di loro quello scafo è diventato una trappola. Il cuoco antiguano Recaldo Thomas è stato scaraventato fuori dal veliero ed è stato il primo morto accertato, quello stesso lunedì. Gli altri non sono stati stati trovati nelle loro cabine, ma in una zona diversa, nella parte opposta, segno che si sono spostati alla ricerca disperata di una via di salvezza. 

Il super yacht sarebbe affondato verticalmente di prua, per poi adagiarsi piegato di 90 gradi, sul fianco destro.

Le domande

Perché il Bayesian è affondato con tanta rapidità? È stato un evento imprevedibile e del tutto eccezionale o ci sono delle responsabilità? È a questo che lavora la procura di Termini Imerese. Per un paio d’ore è stato sentito il comandante, James Cutfield, 51 anni, della Nuova Zelanda, per ricostruire cosa è successo prima e durante la tempesta che nelle prime ore del mattino ha colpito la rada. Solo il super yacht battente bandiera britannica è affondato nel giro di pochi minuti, mentre altre imbarcazioni – anche più piccole – hanno resistito. I pm si sono avvalsi di un interprete e hanno chiesto anche conto del comportamento dell’equipaggio, composto da 10 persone, 9 delle quali sopravvissute. 

Ascoltati anche altri superstiti

Testimonianze importanti che permetteranno di valutare il peso in questa vicenda dell’eccezionalità di un evento atmosferico avverso e del tutto imprevedibile, oppure dell’errore umano che prende piede, che potrebbe consistere anche nel non aver previsto o non avere saputo fronteggiare una situazione che, per quanto sicuramente complicata, non ha procurato alcun danno alla goletta che era ormeggiato a poca distanza dal Bayesian, il Sir Robert Baden Powell, da cui anzi sono partiti i primissimi soccorsi per i naufraghi.

Intanto, nel Regno unito, è iniziato il lavoro di consulenti e legali, alle prese con la conta dei danni economici derivati dall’inabissamento del lussuoso veliero: dai costi per il recupero dello yacht, ai danni ambientali fino ai risarcimenti per i familiari delle vittime.

Il recupero del Bayesian, tempi e responsabilità

Chiuse le operazioni di ricerca e soccorso dei dispersi all’interno del Bayesian, si apre ora la fase di recupero del veliero naufragato a mezzo miglio dal porto di Porticiello: un’operazione che richiederà diverse settimane, molto probabilmente anche mesi, per la pianificazione e il recupero vero e proprio del superyacht.

In caso di naufragio o incidente in mare, dice il codice della navigazione (articolo 501 e seguenti e articolo 447 e seguenti del registro per la navigazione marittima), l’obbligo di rimuovere ogni possibile rischio per l’ambiente – e dunque riportare a galla l’imbarcazione – spetta al proprietario, che si tratti di un singolo soggetto o di una società. 

Il Bayesian, stando a quando emerso finora, risulta di proprietà della società ‘Revtom Ltd’ – registrata sull’isola di Man e il cui amministratore è Angela Bacares, la moglie del tycoon Mike Lynch che era a bordo della nave al momento del naufragio – mentre la gestione è affidata al broker ‘Camper e Nicholsons’, la società che in questi giorni ha ‘blindato’ i sopravvissuti gestendo tutti gli aspetti logistici. 

La Capitaneria di Porto di Palermo, inoltre, ha già diffidato la società armatrice, in base alla legge 979 del 1982 sulle ‘Disposizioni per la difesa del mare’, affinché metta in campo ogni possibile azione per rimuovere ogni rischio per l’ambiente marino. Spetterà quindi a questi soggetti presentare i progetti per il recupero e assegnare l’incarico a una o più società. Secondo quanto si apprende sono già stati avviati, mentre erano ancora in corso le ricerche dei dispersi, tutta una serie di contatti per capire come procedere, anche perché l’intenzione degli armatori è quella di rimuovere la nave prima possibile.

Nulla accadrà, però, senza l’autorizzazione delle autorità italiane, in primis la procura di Termini Imerese e l’autorità marittima di Palermo: i progetti e la società – o le società -scelte per il recupero, dovranno essere sottoposti al vaglio della Guardia Costiera, che li analizzerà, ne verificherà la rispondenza con la normativa italiana e internazionale, chiederà se necessario modifiche o aggiustamenti per vigilare sull’ambiente marino. Solo al termine di questi step, arriverà la definitiva approvazione. 

Non solo: essendoci un’inchiesta penale in corso, tutti i passaggi dovranno essere sottoposti all’autorità giudiziaria. I cui accertamenti, in ogni caso, avranno la priorità rispetto alle operazioni di recupero vere e proprie. 

Il racconto di quella tragica notte

I genitori della piccola Sophie, la bimba di un anno sopravvissuta al naufragio del veliero britannico, dopo l tragedia sono stati immediatamente portati all’Ospedale dei Bambini di Palermo, poi una volta dimessa la piccola, Charlotte Golunski, 35 anni e James Emslie, 36 anni, hanno raggiunto gli altri superstiti all’hotel Domina Zagarella di Santa Flavia. 

Nel racconto della mamma della piccola Sophie al direttore del Pronto soccorso dell’Ospedale dei Bambini di Palermo, Domenico Cipolla, alcuni dettagli della tragedia. “Mike Lynch aveva organizzato questa vacanza con tanto entusiasmo, era felice di averci tutti con lui in barca. Mai avremmo immaginato che sarebbe finita così. Siamo dei sopravvissuti” racconta Charlotte che ha salvato nel naufragio la figlia di un anno, Sophie. Nella stanza con lei c’era anche il marito. “La bambina – racconta il medico – ha riposato tutta la notte, ha dormito serena. I genitori alternano momenti in cui sono fiduciosi ad altri in cui sono tristi per la sorte dei loro compagni di viaggio dispersi”. 

La coppia ripete in continuazione: “Non sappiamo come siamo qui, vivi, siamo dei sopravvissuti”. I due hanno raccontato altri particolari della notte della tragedia. “La mamma ha raccontato che mentre dormiva con la figlia, si sono ritrovate in pochi istanti in acqua – dice il direttore del Pronto soccorso – lei ha tenuto la bambina forte. La luce era andata via. Per pochi secondi le è sfuggita dalle mani e l’ha tenuta con le braccia in alto. In pochi secondi hanno raggiunto il canotto di salvataggio della barca”. 

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