A cura di redazione –

Roma, 13 ottobre 2025 – Da oggetti da collezione amati da bambini e appassionati, a beni di lusso capaci di scatenare furti, truffe e persino violenze armate. Le carte Pokémon, fenomeno nato negli anni ’90 e oggi tornato al centro dell’interesse di collezionisti e investitori, sono diventate in Italia veri e propri “tesori di carta”, tanto preziosi da finire sempre più spesso al centro della cronaca nera.

Lite al Romics: accuse di falsi
L’episodio più recente risale all’8 ottobre durante il Romics, il festival internazionale del fumetto di Roma. La polizia è dovuta intervenire per sedare una lite tra due uomini: uno accusava l’altro di aver tentato di vendergli una carta falsa. Un caso che evidenzia quanto sia difficile distinguere i pezzi autentici da quelli contraffatti, in un mercato dove i valori possono raggiungere cifre a cinque o sei zeri.
Il maxi-furto di Padova
Solo pochi giorni prima, a Padova, erano stati ritrovati 25 sacchi pieni di carte, per un valore stimato in 24mila euro. Il bottino, sottratto a un imprenditore di Frosinone, testimonia come i furti organizzati non riguardino più soltanto denaro o gioielli, ma anche questi piccoli rettangoli di cartoncino che possono fruttare migliaia di euro alla rivendita.
Gambizzato per un debito di carte
Il caso più grave si è verificato in provincia di Latina, dove il 36enne Marco Colardo è stato gambizzato. Secondo le indagini, l’uomo accusato dell’agguato – Giuseppe Marcellino, poi arrestato – lo riteneva responsabile del furto di carte per un valore di diverse migliaia di euro. Un episodio che conferma come il mercato parallelo delle collezioni possa sfociare in episodi di violenza estrema.
Denunce e truffe milionarie
Non mancano i furti minori: un 29enne è stato denunciato per aver trafugato bustine e carte da negozi e supermercati. A Milano, invece, la Guardia di Finanza ha sgominato una maxi-truffa online: su eBay era stata messa in vendita una collezione di carte falsa per un valore dichiarato di mezzo milione di euro.
Perché valgono così tanto
Le carte Pokémon, soprattutto quelle rare o in edizione limitata, hanno visto negli ultimi anni un’esplosione di quotazioni. Alcuni esemplari, come la celebre Pikachu Illustrator, hanno raggiunto all’asta valori superiori ai centinaia di migliaia di euro. Questo ha attratto non solo collezionisti, ma anche speculatori e, inevitabilmente, criminali.
Tra passione e criminalità
Il mercato delle carte da collezione – non solo Pokémon, ma anche Magic e Yu-Gi-Oh – è ormai assimilabile a quello dei beni di lusso: esistono aste, periti, certificazioni, e un mercato parallelo che vive tra fumetterie, fiere ed e-commerce. Ma dove c’è denaro, ci sono anche truffe, falsi e furti.
Gli esperti invitano alla cautela: acquistare solo da rivenditori certificati, far valutare le carte da enti riconosciuti e diffidare delle offerte “troppo belle per essere vere”.
Intanto, tra sequestri e denunce, i casi si moltiplicano e disegnano un fenomeno sempre più diffuso: quello di un hobby nato per gioco, diventato in Italia un business milionario che fa gola anche alla criminalità.






