A cura di redazione –

Pomezia, 17 ottobre 2025 – Nella notte tra il 16 e il 17 ottobre, un ordigno esplosivo è stato fatto esplodere sotto l’auto di Sigfrido Ranucci, noto giornalista e volto del programma investigativo Report su RAI3. L’episodio si è verificato nei pressi della sua abitazione a Campo Ascolano, una località nei pressi di Roma.
P U B B L I C I T A’

Secondo le prime ricostruzioni, le esplosioni (si parla di due ordigni) hanno distrutto non solo il veicolo di Ranucci, ma anche l’auto di un familiare e causato danni alla facciata di un’abitazione vicina. Fortunatamente, non si segnalano feriti.
Lo stesso Ranucci ha riferito che sua figlia aveva parcheggiato l’automobile pochi minuti prima dell’esplosione e si era allontanata, evitando così il rischio immediato.
Al momento del fatto, l’auto era sotto la sorveglianza delle forze dell’ordine (Ranucci aveva già una scorta), ma l’ordigno è stato comunque in grado di causare seri danni.
Solidarietà e condanne
Il primo intervento pubblico è stato quello del Premio Ministro Giorgia Meloni, che ha espresso solidarietà al giornalista e definito l’attentato “un grave atto di intimidazione”. Ha sottolineato che la libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori fondamentali per la democrazia.
Anche il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un innalzamento del livello di protezione per Ranucci e ha dichiarato che le autorità competenti stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’attentato.
Vari esponenti politici, associazioni per la libertà di stampa e colleghi giornalisti hanno manifestato sostegno e preoccupazione, evocando il rischio che azioni intimidatorie possano colpire chi indaga su temi delicati come corruzione, mafia e potere economico.
Chi è Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci è un volto noto del giornalismo d’inchiesta in Italia. Nato a Roma, ha lavorato fin dagli anni Novanta in vari programmi di informazione e oggi è conduttore di Report su RAI3, dove si occupa di dossier su malaffare, poteri forti, uso improprio delle risorse pubbliche, questioni ambientali e criminalità organizzata.
In passato è stato oggetto di minacce e intimidazioni, visto il carattere scomodo delle sue inchieste; l’attentato odierno si inserisce dunque in un contesto già segnato da tensioni e rischi legati al ruolo che svolge.
Ipotesi e indagini in corso
Non è ancora chiaro chi sia il responsabile dell’attentato né quali siano le motivazioni precise. Le autorità stanno valutando diverse piste, includendo l’ipotesi che possa trattarsi di un’azione diretta in relazione all’attività investigativa del giornalista.
Gli inquirenti stanno esaminando il tipo di esplosivo usato, la posizione degli ordigni e i movimenti sospetti nei dintorni, e intendono acquisire immagini da telecamere di sorveglianza e testimonianze dei residenti nella zona.
Un elemento che desta particolare inquietudine è la “salto di qualità” di queste intimidazioni: distruggere un’auto tramite ordigno esplosivo è un gesto che supera la mera minaccia e può essere interpretato come un messaggio forte nei confronti del giornalismo critico.
Significato simbolico e implicazioni democratiche
Questo episodio ha immediatamente sollevato il tema della protezione del giornalismo libero e indipendente in Italia. Quando un giornalista che svolge inchieste rischia l’incolumità fisica per il suo lavoro, viene messa in discussione non solo la sicurezza individuale, ma il diritto dell’opinione pubblica a essere informata senza censure o intimidazioni.
In molti lo hanno inteso come un avvertimento rivolto non solo a Ranucci, ma potenzialmente all’intera categoria: il messaggio è che chi indaga su poteri forti può essere preso di mira. Le reazioni istituzionali finora mostrano impegno e fermezza, ma la vera sfida sarà trasformare le parole in garanzie concrete, rafforzando le misure preventive, le indagini e la responsabilità politica.






