A cura di redazione –

Parigi, 19 ottobre 2025 — La mattina era appena iniziata e già il prestigioso museo sul Quai François-Mitterrand ha vissuto un colpo da manuale. Mentre i visitatori affollavano le sale del Louvre, nella splendida galleria dedicata ai gioielli della corona francese — la Galerie d’Apollon — un gruppo di ladri ha agito con sorprendente rapidità, sparendo in meno di un quarto d’ora con gioielli «dal valore inestimabile».
Il colpo
Erano circa le 9:30 del mattino quando gli intrusi sono comparsi: alcuni indossavano pettorine da operai, altri erano già in sella a scooter pronti alla fuga. Grazie a un cestello elevatore posizionato sul lato della facciata verso la Senna (zona in ristrutturazione), sono riusciti ad accedere dall’esterno, forzare una finestra e penetrare nel museo.

Una volta dentro, hanno utilizzato utensili da taglio — seghe a catena e smerigliatrici — per rompere le teche espositive della Galerie d’Apollon, e in pochi minuti hanno prelevato nove pezzi di gioielleria appartenenti alla collezione imperiale e regale francese.
Uno dei pezzi più famosi, la corona della Empress Eugénie (moglie di Napoleone III), è stata ritrovata poco distante, ma in condizioni gravemente danneggiate.
Nel frattempo il museo è stato chiuso per il resto della giornata per consentire le indagini e la raccolta di tracce.
Implicazioni e reazioni
Le autorità francesi non hanno usato mezze misure: il ministro dell’Interno ha parlato di «rapina di vasta portata», e la ministra della Cultura ha dichiarato che il colpo è stato «professionale, senza violenza, senza panico».
Il fatto che un furto così clamoroso sia avvenuto in uno dei musei più sorvegliati del mondo solleva interrogativi sulla sicurezza e sui protocolli interni del Louvre, che ogni giorno riceve decine di migliaia di visitatori.
L’episodio richiama – ironicamente – il celebre furto della Mona Lisa del 1911, per mano di Vincenzo Peruggia, che trasformò da subito l’opera in icona globale.
Cosa succederà ora
Le investigazioni sono in pieno svolgimento: verranno analizzati i filmati di sorveglianza, raccolte le testimonianze, e si cercherà di capire se ci sia stata complicità interna. Gli oggetti rubati, essendo identificabili, rischiano di essere spezzati o tagliati per evitare il riconoscimento — situazione che rende la loro restituzione ancora più difficile.
Nel frattempo il museo dovrà affrontare il danno d’immagine e rafforzare le sue misure di sicurezza, in un contesto in cui il turismo di massa e il numero crescente di visitatori rappresentano una sfida reale.






