A cura di redazione

La scomparsa di Emanuela Orlandi, 15 anni, figlia di un dipendente vaticano, avvenuta il 22 giugno 1983 a Roma, rimane uno dei casi più controversi e irrisolti della storia recente italiana.
Negli anni sono emerse numerose piste, prove analizzate e smentite, in particolare riguardo al luogo in cui potrebbero trovarsi i suoi resti. Ecco un riepilogo aggiornato delle principali novità.
Le ricerche nelle tombe del Cimitero teutonico (Vaticano)
Nel 2019, a seguito di una segnalazione anonima che indicava come potenziale luogo di sepoltura quello delle “principesse” – in riferimento a due tombe all’interno del Cimitero teutonico in Vaticano – le autorità hanno aperto due sepolture risalenti al XIX secolo per verificare se potessero contenere i resti di Emanuela.
Il risultato: nessun osso, urna, bara o resti umani riconducibili a lei sono stati trovati in quelle tombe.
L’analisi ha concluso che le ossa erano troppo antiche per poter appartenere a una ragazza scomparsa nel 1983.
In sostanza: la pista “tomba del Vaticano” si è rivelata una via cieca, almeno rispetto a questo sito specifico.

Nuove ipotesi: Castel Sant’Angelo e dintorni
Una delle piste più recenti — non ufficialmente confermata in modo definitivo — indica che i resti di Emanuela potrebbero trovarsi in un’area nei pressi di Castel Sant’Angelo a Roma. Secondo l’ex carabiniere Antonio Goglia, sentito da testate giornalistiche nel 2023, Emanuela sarebbe stata sepolta lì.
Tuttavia questa pista manca ancora di riscontri pubblici verificabili e ufficiali da parte degli inquirenti: non è stata confermata né smentita in modo chiaro.
Nuove accuse e teorie: gravidanza, aborto, coperture?
Nel 2025 sono emerse accuse ulteriori che complicherebbero il caso: un blogger ha sostenuto che Emanuela sarebbe stata incinta al momento della scomparsa e che sarebbe morta in seguito a un “aborto clandestino”, con conseguenti tentativi di occultamento.
La famiglia Orlandi ha respinto tali affermazioni definendole «falsità e diffamazione».
Va sottolineato che queste rimangono teorie non confermate dalla magistratura e che non costituiscono prova giudiziaria dell’effettivo luogo dei resti.
Stato attuale delle indagini
Nel gennaio 2023 il Tribunale Vaticano ha aperto un’inchiesta formale sul caso Orlandi, rivedendo tutti gli atti e file disponibili. Nonostante le aperture e le analisi, non è stato confermato ufficialmente il rinvenimento del corpo o dei resti di Emanuela. Le famiglie continuano a chiedere trasparenza e l’accesso agli atti. Le autorità promettono cooperazione ma finora i risultati concreti restano pochi.
Conclusione
Al momento, non esiste alcuna prova pubblica e verificata che identifichi con certezza il luogo in cui si trovino i resti di Emanuela Orlandi. Le due ricerche principali — nel Cimitero Teutonico e la pista Castel Sant’Angelo — non hanno (ancora) dato risposte definitive. Le nuove teorie complicano ulteriormente il quadro ma non lo risolvono.
Il caso resta quindi aperto, e la speranza della famiglia è che la verità, prima o poi, venga a galla.






