di Ignazio Messina

De Luca? Fa schifo, uno che continua a ridere imperterrito dei morti di Brescia, Bergamo e Milano, fa schifo”. Così Matteo Salvini, a margine della conferenza stampa alla Camera, commenta le parole del governatore della Campania. “Non so se mi fa più schifo o pena”, aggiunge. Parlando dell’emergenza Coronavirus, De Luca ha affermato: “In Campania abbiamo preso decisioni in anticipo di 20 giorni rispetto ad altre regioni. Quando noi chiudevamo, altrove si facevano iniziative pubbliche: Milano non si ferma, Bergamo non si ferma, Brescia non si ferma, poi si sono fermati a contare migliaia di morti, non centinaia”. De Luca, tecnicamente politico mediocre, di amministrazione ha dimostrato di capirne veramente nulla. Emblema di un sud che non funziona. Di un sud che non ha speranze e non è affatto proiettato verso il futuro. Quel sud che si specchia nell’ideale del reddito di cittadinanza, come stile di vita.

Chi è De Luca? Indagato per truffa e abuso

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli con l’ipotesi di abuso e truffa. Quattro vigili urbani di Salerno sarebbero stati ‘promossi’ in Regione a membri dello staff. A loro sarebbe stato assegnato il ruolo di addetti o responsabili di segreteria. De Luca è stato ascoltato dai pm negli scorsi mesi.

Ai quattro vigili urbani, secondo l’ipotesi dei pm, mancherebbero requisiti necessari per il ‘salto’ come formazione, curriculum e specializzazione. Il trasferimento e la ‘promozione’ – secondo quanto ricostruito da Repubblica – avrebbe consentito ai quattro un innalzamento della retribuzione. Nessun provvedimento per i quattro vigili: la loro posizione è all’esame dei pm.

Ha allargato le braccia senza rispondere il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ai giornalisti che, a Salerno, gli hanno chiesto di commentare l’inchiesta della Procura di Napoli che, secondo quanto scrive Repubblica, lo vede indagato. De Luca sta partecipando, al Mediterranea Hotel, alla presentazione del progetto del Palazzetto dello Sport di Salerno.

Salerno, Vincenzo De Luca indagato per corruzione. Coinvolto anche il figlio

( Da il Fatto Quotidiano del 2013 )

Vincenzo De Luca è indagato per corruzione e abuso di ufficio dalla Procura di Salerno. Il sindaco di Salerno e viceministro delle infrastrutture e dei trasporti del governo Letta stavolta non è nei guai per le vicende relative al Crescent.

IN MOLTI AVEVANO chiesto a Matteo Renzi, vincente nel primo round delle elezioni primarie del Pd anche grazie al suo appoggio, se non fosse il caso di mollare un supporter così ingombrante, già indagato per abuso d’uffico e falso in atto pubblico. Ora le polemiche sono destinate a riaccendersi. Le accuse che il Fatto è in grado di rivelare, sono più imbarazzanti per il sindaco di Salerno, giunto al quarto mandato.

Non solo perché il reato contestato, la corruzione, è più grave ma anche perché stavolta insieme a De Luca è indagato anche il figlio Piero, appena asceso a un ruolo di peso nel firmamento politico della sinistra campana. Piero De Luca è infatti uno dei quattro delegati all’assemblea nazionale per la Campania in qualità di capolista pro Renzi della circoscrizione Salerno-costiera. Oltre ai due De Luca, c’è anche un terzo indagato: Mario Del Mese, nipote di Paolo, ex parlamentare Dc e già presidente della commissione finanze dell’Udeur ai tempi del governo Prodi. Mario Del Mese è il personaggio centrale della vicenda insieme a Giuseppe Amato, erede del pastificio Antonio Amato.

Vincenzo De Luca è stato iscritto sul registro degli indagati per corruzione nel novembre del 2012 e ha ricevuto la notifica dell’avviso di proroga delle indagini negli ultimi giorni di maggio. Il governo era appena nato e chissà se il viceministro avrà informato Enrico Letta e Matteo Renzi. Forse avrà glissato, memore di quanto era accaduto con altre accuse. De Luca era stato candidato nel 2010 alle regionali nonostante fosse indagato per accuse che poi si sono rivelate infondate. Proprio per una vicenda legata alle spese affrontate a margine del comizio più importante di quella campagna elettorale, secondo quanto risulta al Fatto, Vincenzo De Luca è ora indagato per corruzione.Giuseppe Amato, 39 anni, erede del pastificio Antonio Amato, ha raccontato ai pm di avere pagato alcune fatture per le spese relative al comizio sul palco montato a piazza del Plebiscito a Napoli nel 2010. A chiedergli di pagare le imprese che si erano occupate del comizio – secondo Amato Jr – era stato Mario Del Mese, un imprenditore molto vicino al figlio di De Luca, Piero.

Da canto suo Amato era interessato ai buoni uffici del comune di Salerno al quale aveva presentato una richiesta di variante urbanistica per un immobile del pastificio Amato. Nel novembre del 2012 Giuseppe, detto Peppino, Amato racconta la sua versione ai pm che indagano sul crac del pastificio. Il pm Vincenzo Senatore segreta l’atto e decide con l’allora procuratore Franco Roberti di creare un fascicolo separato che viene affidato ad altri due sostituti procuratori: Guglielmo Valenti e Antonio Cantarella. Allo scadere dei sei mesi i magistrati hanno notificato a Vincenzo De Luca, difeso dall’avvocato Paolo Carbone, e agli altri due indagati, il figlio Piero e il suo amico Mario Del Mese, l’avviso di proroga delle indagini, richiesto al Gip Maria Zambrano. L’avvocato Carbone, raggiunto dal Fatto, si è rifiutato di commentare.

SULLO SFONDO della nuova indagine c’è la vecchia inchiesta sulla bancarotta del pastificio Amato. Giuseppe Amato jr ha patteggiato una condanna a 3 anni e 6 mesi per le distrazioni del patrimonio dello storico pastificio che nel 2006 era stato sponsor della Nazionale nei mondiali vinti in Germania. Amato jr ha detto ai pm: “Mario Del Mese mi raccontava di viaggi in Lussemburgo per raggiungere Piero De Luca al quale portava soldi da versare sul conto in Lussemburgo, proventi della Ifil”. E ha aggiunto: “Mario Del Mese mi riferì che Piero De Luca in realtà era un socio occultodella Ifil”. Ifil C&D è una società chiave dell’inchiesta. De Luca Jr non è mai stato socio e nega tutto.

Ora i magistrati salernitani hanno avviato una rogatoria in Lussemburgo per verificare le accuse. Piero De Luca lavora in Lussemburgo come referendario presso la Corte di Giustizia e sui suoi viaggi il sito della cronista Angela Cappetta, il più dettagliato sulle vicende salernitane, ha già rivelato altri particolari emersi durante l’inchiesta. Come i biglietti aerei pagati dalla società Ifil C&D di Mario del Mese per il Lussemburgo alla moglie di Piero De Luca e alla ex moglie di Vincenzo De Luca, Rosa Zampetti, madre di Piero.

“ Torniamo ora al 2020 “

De Luca chi? Il comico?

La serie tv più attesa degli ultimi tempi va in onda tutti i venerdì pomeriggio in diretta su Facebook: il protagonista, lo sceriffo dal sorriso beffardo e il pugno di ferro, custode del sapere assoluto sulla Terra, narra con fierezza la propria lotta contro l’odiato nemico. Sui gruppi WhatsApp “oh raga, c’è De Luca in diretta vi mando il link”. E Tommy Shelby si ritrova in pausa sullo schermo del PC.

Tutto pronto, inizia la puntata: inquadratura a mezzo busto, espressione seria e provata, aplomb da padrino. Apre un foglietto serrando le labbra, sospira, declama spietato numeri e dati, si amareggia, sospira di nuovo, schiaffeggia a parole qualche collega che ha peccato di mollezza d’animo, ribadendo di contro la propria intransigenza, e poi sentenzia definitivo, spazzando via le ultime speranze di chi, in Campania, ha osato credere di poter aprire la porta di casa. “Peccato però, oggi non ha fatto ridere tanto”.

Qualcuno, per informarsi, digita su Google “Vincenzo De Luca comico” e scopre che in realtà è il governatore della Regione Campania e di mestiere fa il politico. Però come attore funziona e lo dice pure Carlo Verdone, che lo vorrebbe scritturare nel suo prossimo film perché “è il più grande attore italiano”. E così, in tempi di crisi globale e noia casalinga, il virus ha posato la sua corona sulla testa di De Luca che è diventato re dello spettacolo, eroe nazionale sui social e anche imperatore dell’universo (pagina Instagram a lui dedicata).

Nel 2020, quindi, ci sono un premier sex symbol e un presidente di Regione mezzo sceriffo/mezzo comico che occupano tre quarti dei contenuti sui social, per la gioia di creatori e fruitori di meme, in cui i due politici sono delle star: Conte sommerso di cuori e De Luca che impugna il lanciafiamme. Perché, se un tempo la politica si faceva nelle sale delle istituzioni o nelle piazze pubbliche, ora invece si fa in rete e si fa nelle case. E a chi si scandalizza e punta il dito indignato, si può rispondere che non è iniziata con la pandemia la fusione inesorabile tra pubblico e privato e che già un paio di anni fa altri politici pubblicavano sui propri canali social foto discutibili, scattate in momenti di privacy, che poco si addicevano alla pretesa di professionalità e decoro che si applica ad un uomo istituzionale.

E quindi ci si deve abituare all’idea che il Presidente del Consiglio faccia breccia nel cuore delle ragazzine e che il Presidente di una Regione sia un meme vivente.

Ad ogni modo, De Luca è diventato “famoso” non solo per il suo piglio autorevole e insindacabile, che tanto è piaciuto addirittura a Naomi Campbell, la quale ha invitato l’America a prendere esempio; o per il modo di zittire senza lasciare spazio a repliche, come sa bene il povero Vespa, che per non essere stroncato sul nascere non ospiterà mai più De Luca nel suo programma; ma ciò che ammalia è anche e soprattutto la sua presunta ironia, quella naturalezza da vecchio cabarettista che ridicolizza tutti, creando un contrasto tra le parole che dice e il modo in cui lo dice che non può non far scappare un sorriso.

Anche se, nonostante fossero meno chiacchierati, i suoi show sono in realtà molto precedenti alla sua recente ascesa: nel 2016, infatti, sosteneva che “la vera vocazione di Luigino Di Maio Fosse fare il carpentiere” e nel 2018 consigliava a Salvini “di fare coppia fissa con Rosy Bindi“. E chi era in studio ad ascoltare, ovviamente, rideva. Premonizioni, in tempi non sospetti, di ciò che sarebbe stata l’età aurea di Vincenzo De Luca, lo sceriffo di Salerno, il comico involontario, il saggio ragionevole e onnisciente. Bisogna stare a vedere se, cavalcando l’onda del successo punterà a ricoprire cariche sempre più alte in politica, ignorando la vocazione attribuitagli dal pubblico, o se, finita l’emergenza, andremo tutti a vederlo al cinema, nel prossimo film di Verdone