Il governo è intenzionato a impedire alle Regioni di poter emettere ordinanze meno restrittive rispetto alla linea imposta da Palazzo Chigi

Coronavirus, mascherine nelle scuole e negli aeroporti

Mascherine obbligatorie anche all’aperto, chiusure anticipate dei locali e feste private a numero ridotto: queste le misure nazionali anti-coronavirus attese nel nuovo Dpcm al vaglio del Consiglio dei ministri che, con ogni probabilità, sarà varato mercoledì dopo il passaggio di martedì in Parlamento. Inoltre, il governo è intenzionato a impedire alle Regioni di poter emettere ordinanze meno restrittive rispetto alla linea imposta da Palazzo Chigi.

Mentre l’obbligo di mascherine all’aperto appare ormai scontato, sugli altri divieti il governo ha deciso di confrontarsi con le Regioni e di attendere i suggerimenti delle opposizioni durante il dibattito parlamentare di martedì, quando il ministro della Salute Roberto Speranza riferirà alle Camere i contenuti del nuovo Dpcm e annuncerà la richiesta di proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021.

Scontro con le Regioni Lo schema pensato nel nuovo Dpcm è simile a quello in vigore nel corso della Fase 1, quando il premier firmava i decreti e le Regioni potevano emettere soltanto provvedimenti più rigorosi, mai deroghe rispetto alle misure nazionali. Una decisione che, però, si scontrerebbe col volere dei governatori, come dimostra la reazione del presidente della Liguria, Giovanni Toti: “Riterrei intollerabile togliere poteri alle Regioni all’indomani della rinnovata fiducia alla maggior parte dei governatori che hanno gestito emergenza Covid. Sarebbe un vero e proprio esproprio democratico”.

Mascherine obbligatorie anche all’aperto Il governo è pronto a imporre in tutta Italia l’obbligo di mascherine anche all’aperto, come già accade in diverse Regioni. La misura è ritenuta necessaria per impedire contatti troppo stretti all’uscita delle scuole, ma anche fuori dai locali pubblici. Riman intanto in vigore il divieto di assembramento, così come la volontà di intensificare i controlli.

Feste e matrimoni a numero chiuso Tra le norme proposte nel nuovo Dpcm sembra trovare spazio il contingentamento delle feste private. Massimo 200 persone, dunque, per i party che seguono cerimonie come matrimoni e battesimi, ma anche sugli incontri conviviali si sta pensando ad una stretta quantomeno sui controlli. Rimane il divieto di ballo.

Chiusura dei locali alle 23 Il governo ha infine intenzione di anticipare alle 23 (o al massimo a mezzanotte) l’orario di chiusura dei locali come bar e ristoranti. Ma questa norma sarà discussa coi governatori per non incidere in maniera ancora più forte su un settore già in crisi economica.