Lavoratori: “Speriamo in un imprenditore che acquisisca il marchio”

A “Mattino Cinque” parlano i dipendenti dellʼazienda toscana che rischiano il posto: “Il nostro domani è ignoto”

A Barberino di Mugello, alle porte di Firenze, c’è grandissima preoccupazione tra i 96 dipendenti della Rifle, la storica azienda italiana che produce i famosi jeans, oggi a un passo dalla chiusura. “Chissà se a novembre saranno ancora in vendita”, si chiede Patrizia, una delle donne che lavora negli uffici dell’impresa parlando alle telecamere di “Mattino Cinque”.

“A noi non hanno detto niente, l’azienda sarà all’asta, speriamo possa esserci un nuovo imprenditore in grado di acquisire il brand e farlo restare qui”, spiega ancora. Accanto a lei c’è una collega che mostra l’ultimo jeans prodotto dalle sarte italiane, nel luglio 1999, prima della delocalizzazione della produzione, che ha segnato, secondo alcuni, l’inizio della fine per l’impresa toscana. “È stata sempre importantissima per noi, ha dato lavoro a tantissime persone, per noi è un dispiacere grossissimo vederla ridotta alla chiusura“, conclude la donna, dipendente Rifle da quasi 40 anni