De Luca afferma che “non cʼè nulla da decidere sulla Campania”. Il sindaco di Napoli, de Magistris: “Adotterò provvedimenti clamorosi”. Locatelli: “Prime dosi del vaccino forse a metà gennaio”

Milano, posto di blocco dei carabinieri in zona Palestro

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Il governo escluderebbe al momente un lockdown nazionale, ma l’Istituto superiore di Sanità chiede che vengano disposte misure più restrittive in Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Campania. Dal canto loro le prime tre Regioni, per “scongiurare” la zona arancione, pensano al divieto di spostamento e a provvedimenti anti-assembramento. E Vincenzo De Luca ribadisce che “sulla collocazione di fascia della Campania non c’è nulla da decidere”.

L’obiettivo del governo è insomma ormai chiaro: si va avanti con le gradazioni di colore e le chiusure mirate, sperando che i dati sul contagio inizino a calare per stabilizzare la situazione epidemiologica, ma anche quella politica. Dunque, lo spartito non cambia: resta la suddivisione in zone gialle, arancioni e rosse, con tanto di “benedizione” delle forze di maggioranza: dal M5s al Pd e Italia Viva. Ma proprio la gradazione di rischio resta uno dei temi più discussi nel dibattito pubblico, con le Regioni che cambiano lato dello scacchiere man mano che passano i giorni.
 

Resta in area gialla la Campania, nonostante la pressione si faccia sempre più forte. La decisione è nell’aria, ma non scritta nella pietra. E ha scatenato la reazione del governatore Vincenzo Del Luca: “Vedo che sugli organi di informazione si è creata un’attesa di decisioni riguardanti la Regione Campania. La collocazione di fascia della Campania è già stata decisa lunedì, a fronte della piena rispondenza dei nostri dati a quanto previsto dai criteri oggettivi fissati dal ministero della Salute. Ho sollecitato io un’operazione trasparenza, pubblica e in tutte le direzioni, per eliminare ogni zona d’ombra, anche fittizia. Dunque non c’è più nulla da decidere e da attendere”.

De Magistris: “Adotterò provvedimenti clamorosi” – Sulla questione campana si è espresso anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. “Insieme alla Giunta adotterò provvedimenti clamorosi per far capire al governo che c’è una questione Campania molto seria. C’è un giallo Campania. Non possiamo rimanere inerti di fronte a questo atteggiamento pilatesco. La situazione è drammatica e ancora non è stata sciolta la riserva. Questa situazione non può andare avanti, non vorrei che si intervenisse in ritardo”.

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Le misure più restrittive e i territori “borderline”– La lente di Speranza e dell’esecutivo è però puntata anche su altri territori “borderline”, come Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Anche se i tre governatori sarebbero intenzionati ad anticipare le mosse di Palazzo Chigi, studiando un’ordinanza comune per introdurre misure più restrittive rispetto a quelle stabilite per le zone gialle, per ridurre il rischio di assembramenti. L’idea nasce dalla necessità di contenere i dati dei contagi ed evitare così di scivolare in area arancione o, peggio ancora, rossa. Secondo fonti regionali, i tre presidenti si incontreranno mercoledì per chiudere il documento (che dovrebbe essere entrate in vigore venerdì), nel quale potrebbero essere inserite anche limitazioni agli spostamenti tra comuni o province, non superiori a 3 km per il raggiungimento di ogni località e solo giustificare da esigenze motivabili.

Locatelli: “Prime dosi del vaccino forse a metà gennaio” – Da metà gennaio in poi “potranno essere disponibili le prime dosi del vaccino, che ragionevolmente saranno offerte prima agli operatori sanitari, alle forze dell’ordine e alle fasce più fragili della popolazione”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, aggiungendo che “ci sono tutti i presupposti perché si veda il punto di svolta”.