Coronavirus, le nuove zone rosse e arancioni infiammano i malumori tra governo e Regioni

In Campania riprendono in presenza le scuole dellʼinfanzia e le prime classi delle primarie. In Calabria decisione di segno opposto con la chiusura di tutte le scuole fino al 28 novembre

Napoli, centro gremito alla vigilia della “zona rossa”

Napoli, centro gremito alla vigilia della "zona rossa"

In vigore da mezzanotte l’ordinanza del ministro Speranza, che porta in zona rossa Campania e Toscana e in zona arancione Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche. La decisione alimenta però i malumori tra il governo e le Regioni. La Calabria chiude le scuole di ogni ordine e grado fino al 28 novembre, mentre in Campania riprendono le lezioni in presenza dal 24 per le scuole dell’infanzia e per le prime classi della scuola primaria.

I malumori toscaniIl passaggio a zona rossa della Toscana, ha fatto accendere le reazioni degli amministratori locali. Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha chiesto “che il governo sia trasparente sui meccanismi colore”. Non nasconde la delusione nemmeno il governatore toscano Eugenio Giani: “Sono amareggiato per la decisione di includerci nella zona rossa”, ha detto senza usare troppi giri di parole, perché “sono stati presi a riferimento dati fra il 2 e l’8 novembre, momento in cui il virus stava effettivamente crescendo, ma questa settimana il tasso di contagio era sceso. In pochi giorni avevamo fatto molto”. 

Presidente Friuli: “Nessuna interlocuzione preventiva”Non dissimili le reazioni friulane, dopo che la Regione è scivolata in zona arancione, nonostante le nuove misure anti assembramento introdotte e “senza interlocuzione preventiva”, ha detto il presidente Massimiliano Fedriga che lamenta principalmente che non si sia atteso che potessero aver effetto le norme introdotte dall’ordinanza regionale entrata in vigore giovedì e che prevedeva la chiusura della media e grande distribuzione e degli outlet nei festivi e prefestivi. “Avevamo chiesto un confronto con i gruppi di lavoro regionali”, ma “il governo – ha osservato – ha inserito il pilota automatico: questo è il periodo della massima attenzione dei comportamenti contro il contagio, non siamo al sicuro, ma se vogliamo che la lotta alla pandemia abbia successo bisogna essere chiari con le istituzioni e i cittadini e remare nella stessa direzione”.

In Campania scuola dell’infanzia e primaria in presenza dal 24 novembreIntanto riaprono le scuole dell’infanzia e le prime classi delle primarie in Campania. Nonostante la Regione sia diventata zona rossa, l’Unità di crisi regionale ha deciso che “le attività in presenza dei servizi dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria in Campania riprenderanno dal 24 novembre, previa effettuazione di screening su base volontaria sul personale docente e non docente e sugli alunni”. La decisione rivede quindi l’ordinanza regionale con la quale il governatore Vincenzo De Luca aveva chiuso tutte le scuole a metà ottobre, dopo una prima impennata di contagi.

In Calabria scuole chiuse fino al 28 novembreDecisione di segno opposto invece in Calabria dove saranno chiuse fino al 28 novembre le scuole di ogni ordine e grado. Il presidente facente funzioni della Giunta, Nino Spirlì, ha firmato una nuova ordinanza: “Non è stata una decisione facile, ma il momento è drammatico e le famiglie calabresi devono essere tutelate”.