di Lucia Mondrone

I mercati festeggiano il nuovo presidente e la speranza di una “riglobalizzazione”, anche se il braccio di ferro tra Washington e Pechino non finirà in soffitta. Economia destinata a rimbalzare in tutto il mondo, ma con velocità diverse (sperando in un rilancio dell’Italia).

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Biden presidente nonostante Trump non solo contesti il risultato, ma abbia preso anche più voti di quattro anni fa. Un Congresso probabilmente diviso, anche se sul destino del Senato si farà chiarezza solo in gennaio, dopo due votazioni aggiuntive in Georgia. Le Borse che festeggiano un’America polarizzata, con un nuovo presidente “anatra zoppa” che difficilmente potrà tassare le imprese o smontare i grandi monopoli tecnologici. L’annuncio di un vaccino, quello di Pfizer, efficace sul 90% della popolazione. Tutto bene dunque sui mercati? Si va verso un robusto rally di fine anno?

«Non è scontato – spiega Alessandro Tentori, Chief Investment Officer di AXA IM Italia – perché c’è qualcosa che le Borse non hanno ancora scontato. In primo luogo, il rifiuto della sconfitta da parte di Trump e la sua battaglia legale, che potrebbe portare a nuove tensioni politiche e sociali». Poi probabilmente i mercati stanno festeggiando troppo presto una decisa virata della politica estera degli Stati Uniti, dove all’“America First” di Trump dovrebbe sostituirsi il ritorno di una politica di dialogo multilaterale con i partner strategici e storici, in particolare Gran Bretagna ed Europa.

Le tensioni Stati Uniti-Cina resteranno

È sulla Cina, in particolare, che forse i mercati si stanno facendo troppe illusioni. L’ipotesi sul tavolo è quella di un Biden che compie un’inversione a “U” della politica estera statunitense, dalle guerre commerciali di Trump a un’apertura stile anni Novanta, quando alla Casa Bianca c’era Bill Clinton e a Downing Street Tony Blair. «Ma all’epoca la Cina era un Paese chiuso – continua Tentori – oggi invece Pechino vuole una fetta delle rendite di posizione di Washington. Per esempio, sul fronte valutario, dove il renminbi non rispecchia assolutamente il peso della seconda economia mondiale, ma anche sui versanti finanziario e tecnologico».

Con Biden alla Casa Bianca i toni del dialogo tra Washington e Pechino potranno tornare a essere più istituzionali e meno erratici, spiega il CIO di AXA IM Italia, affidati a canali ufficiali e non a Twitter, ma la sostanza non cambierà troppo: chiunque sieda alla Casa Bianca, democratico o repubblicano, non può concedere troppo alla Cina, perché in gioco c’è il monopolio tecnologico, valutario e finanziario degli Stati Uniti. La sfida tra i due Paesi resterà sul tavolo, e questo forse i mercati non l’hanno compreso del tutto.

Una luce in fondo al tunnel?

Passiamo al vaccino. L’annuncio di Pfizer di un prodotto con un’efficacia del 90% contribuisce alla tendenza alla “riglobalizzazione” avviata dalla vittoria di Biden. «Con un vaccino efficace è possibile riaprire rotte commerciali e aeroporti – sottolinea Tentori – anche se nel futuro probabilmente si dovrà trovare una sintesi tra il mondo pre-pandemia e quello fatto di smart working ed e-commerce dell’era Covid».

Di conseguenza i prossimi mesi dovrebbero essere positivi per mercati ed economie, in particolare per i settori ciclici e value. «Già nel 2019 il gap tra le performance dei titoli value (quelli dalla crescita lenta ma stabile) e di quelli growth (dalla forte crescita ma con rischi di volatilità, come i tecnologici) era ai livelli della bolla tecnologica di inizio millennio. Poi con la pandemia la forbice si è ulteriormente allargata. Dopo l’annuncio di Pfizer è probabile che torni a restringersi».

Non solo. L’effetto combinato di una presidenza Biden e di un vaccino efficace potrebbe contribuire a ridurre un’altra forbice che continua purtroppo ad allargarsi creando instabilità politica e sociale: quella delle disuguaglianze tra ricchi e poveri. «Se il nuovo inquilino della Casa Bianca riuscisse ad attuare anche solo in parte i suoi progetti di redistribuzione attraverso la leva fiscale, negli Stati Uniti ci sarebbe la possibilità di vedere finalmente una miglior distribuzione della ricchezza», spiega ancora il CIO di AXA IM.

In generale l’economia mondiale è destinata a registrare un rimbalzo importante dopo la pandemia, anche solo per una questione di statistica, mentre secondo Tentori ci vorrà molto più tempo per chiudere il gap sulla crescita del reddito. La ripresa economica avrà comunque velocità molto diverse: più rapida la Cina, poi gli Stati Uniti e quindi l’Europa, con la speranza di non vedere ancora una volta l’Italia come vagone di coda del Vecchio Continente.

«Riguardo al nostro Paese, la speranza è che qualcuno al Governo stia lavorando a progetti strutturali seri per ricevere i fondi del Recovery Fund – conclude il CIO di AXA IM -: l’Europa chiede investimenti strutturali e con alti ritorni, che non possono essere il bonus biciclette o i banchi di scuola a rotelle. L’Italia non può perdere questa storica occasione di beneficiare della solidarietà europea, anche perché il rating italiano resta appeso a un filo: per ora le agenzie hanno chiuso un occhio, il loro giudizio è in “lockdown”, ma non è detto che resti tale anche quando la pandemia sarà finita».