Dati Lombardia zona rossa, chi ha sbagliato? L’errore nel calcolo dell’Rt: cosa è successo

Dati Lombardia zona rossa, chi ha sbagliato? L'errore nel calcolo dell'Rt: cosa è successo

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini

Lo scontro è tutto politico perché i numeri – così come sono stati validati dal Cts e come risulta dalla stessa relazione che i tecnici lombardi hanno inviato all’Iss – sembrano dimostrare che lo sbaglio è nel numero settimanale dei guaritinull

Ci sono due versioni opposte nello scontro tra Lombardia e governo sui dati che hanno mandato la regione in zona rossa per una settimana: dal 17 al 24 gennaio. Ma si tratta di uno scontro tutto politico perché i numeri – così come sono stati validati dal Cts e come risulta dalla stessa relazione che i tecnici lombardi hanno inviato all’Istituto superiore di sanità – sembrano dimostrare che l’errore è stato compiuto proprio nel calcolo che ogni settimana la regione fa, prima di inviare a Roma il numero finale dei guaritiè quello dei sintomatici. E dunque per capire chi ha ragione basta leggere i documenti ufficiali. In serata, poi, il Tg3 ha mostrato in esclusiva l’immagine di una mail inviata dal Pirellone all’Iss, nella quale si chiede di ricalcolare l’Rt alla luce di nuovi dati. In particolare «recependo le modifiche definite ma livello tecnico relative al conteggio dei pazienti guariti e deceduti» 

La relazione della Lombardia

Partendo da una premessa che Simona Ravizza ha ben spiegato sul Corriere della Sera: «Nei giorni scorsi la Regione si è accorta di aver finora contato più infetti di quelli che realmente ci sono. Sembra paradossale, ma è la verità: tra i casi ci sono anche centinaia di guariti. Sono soprattutto coloro che dal 12 ottobre, in base alle nuove norme del ministero, possono interrompere l’isolamento tra i 10 e i 21 giorni dalla comparsa dei sintomi senza più il doppio tampone negativo. Tutti loro nei report compilati da Cereda compaiono come persone con «inizio sintomi», ma senza la descrizione dello stato clinico (asintomatico, paucisintomatico, sintomi). Nell’allegato tecnico che la Regione Lombardia ha inviato al Tar, integrato nelle ultime ore, l’assessorato alla Sanità scrive: «Finora la sovrastima dell’Rt ( che si trascina dal 12 ottobre, ndr ) è stata mascherata dal fenomeno più rilevante in termini numerici dell’aumento dei casi della seconda ondata (oltre 300 mila). Pertanto tale fenomeno si è osservato solo adesso evidenziando in tal modo la sovrastima del Rt». Insomma: finora mai nessuno della Regione s’è accorto della questione”».