Domani Conte si dimette. Da perfetto sconosciuto ad avvocato del popolo

Scelto quasi per caso grazie alla sua amicizia con Bonafede, al suo attivo ha il Recovery plan da 209 miliardi: La defaillance dei navigator e il debito causato dal Covid

Alla fine ha preso atto. È stato scelto quasi per caso per il suo primo governo, per un’amicizia con il ministro attuale della Giustizia Alfonso Bonafede. Ha fatto il salto di qualità come politico di razza sfidando Matteo Salvini in Senato, due estati fa, e vincendo una partita che quasi tutti oggi gli riconoscono giocata con maestria. Ora si avvia, nelle sue speranze, verso un Conte ter, un nuovo governo, ancora da lui presieduto. Ma in questo caso gli interrogativi sono diversi e per la prima volta da 30 mesi in qui, da quando per la prima volta si è seduto sulla prima poltrona di Palazzo Chigi, Conte si trova di fronte al bivio più difficile della sua carriera politica: una crisi al buio, domani andrà al Quirinale, ma senza la certezza di uscirne di nuovo in sella all’esecutivo.