Entro un settimana il governo deciderà sulle nuove misure per arginare l’avanzata del Covid in Italia. Sul tavolo anche l’ipotesi di una zona rossa nazionalenull

Quello del Covid pare essere un incubo senza fine. Nelle ultime settimane i casi di contagi accertati nel nostro Paese sono in aumento. Una notizia non buona ma non l’unica negativa in un quadro già particolarmente difficile. Vi è, infatti, anche un altro elemento che non lascia tranquilli: la campagna di vaccinazione che sta procedendo a rilento. Su questo fronte un impatto lo ha avuto anche il ritardo della consegna all’Italia delle dosi da parte delle case farmaceutiche.

Il dossier sul tavolo

Il governo sa che non si può perdere altro tempo dinnanzi all’avanzata del nemico invisibile che provoca morti, sconvolge le nostre vite e colpisce duramente l’economia. Per questo l’esecutivo guidato da Mario Draghi si sta muovendo per fare tutto per porre fine a questa guerra iniziata praticamente oltre un anno fa. Innanzitutto l’obiettivo a partire da aprile sarà quello di vaccinare circa 500mila persone al giorno. Al generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza Covid, spetta un compito non semplice ma possibile. Soprattutto se ogni attore farà la sua parte. In questa battaglia sarà coinvolta anche la Protezione Civile.

Nel frattempo il governo si è dato 7 giorni per decidere se procedere a una stretta sull’intero territorio italiano, partendo forse già dalla metà del mese di marzo. Al momento non vi è nulla di certo. In caso dovesse prevalere l’opzione di un inasprimento delle restrizioni, allora pare possibile che si valuteranno cinque misure, alcune molto dure. Se ne inizierà a discutere tra domani e dopodomani in un vertice tra governo e gli scienziati del Cts. La scelta, poi, è attesa entro la fine della settimana. L’obiettivo di nuove misure di restrizioni è duplice: cercare di contenere la diffusione del Covid e convogliare maggiori forze nella campagna vaccinale.

Come spiega Repubblica sono tre, in particolare, i numeri che saranno monitorati: la percentuale di crescita dei contagiati settimanali, la proiezione dell’occupazione dei posti in terapia intensiva ed i ricoveri ordinari.

Gli scenari possibili

Sono cinque gli scenari sul tavolo in caso di nuova stretta: una zona rossa nazionale che sarà in vigore per tre o quattro settimane, una zona arancione rafforzata nazionale della stessa durata, una zona rossa limitata nel fine settimana, una zona arancione sempre solo nel weekend, un coprifuoco anticipato di qualche ora rispetto a quello attuale. Come si può intuire, anche in base all’esperienza accumulato in questo ultimo anno, le prime due misure sono più radicali. Ed anche più veloci: in questi casi, infatti, non si dovrà aspettare le decisioni delle autorità locali.

La posizione del Cts

Gli esperti del Cts premono per una nuova stretta anche se ufficialmente non suggeriscono un nuovo lockdown nazionale. Nel verbale di un incontro di venerdì, però, gli stessi esperti hanno espresso “grande preoccupazione” per la diffusione delle varianti che potrebbero ridurre l’efficacia della vaccinazione consigliando la “riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità” e, “analogamente a quanto avviene in altri Paesi europei”, un “rafforzamento e innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale”. Tra queste anche uno stop alla didattica in presenza a scuola e alla chiusura di altri servizi come, ad esempio, i centri commerciali.

Le posizioni nel governo

Sulle prossime mosse del governo influiranno notevolmente anche gli equilibri politici che sorreggono l’ampia maggioranza che sostiene Draghi. Nella coalizione le posizioni su nuove misure restrittive sono differenti. Da giorni il ministro della Salute, Roberto Speranza, suggerisce l’istituzione di una zona arancione nazionale. Una proposta criticata dagli “aperturisti”, con in testa Matteo Salvini, che proponevano un allentamento, seppure limitato, delle restrizioni. Lo scenario epidemiologico, poi, è mutato. Ed anche in fretta. Anche per questo le decisioni del governo dovranno essere tempestive. Così come rapide dovranno essere le mosse delle autorità competenti per dare una accelerata alla campagna di vaccinazione.