Il vaccino Johnson & Johnson è stato sospeso negli Stati Uniti

La Food and Drug Administration ha deciso la sospensione precauzionale immediata delle somministrazioni del vaccino J&J, dopo che 6 donne (su quasi 7 milioni di vaccinazioni) sono state colpite da rari fenomeni di coaguli di sangue. L’Australia ha deciso di non acquistare il siero

Stop, precauzionale, al vaccino Johnson & Johnson negli Stati Uniti. 

Nella giornata di martedì — come anticipato dal New York Times— la Food and Drug Administration ha chiesto di fermare le somministrazioni di Johnson & Johnson con effetto immediato. La decisione si deve alle reazioni di sei donne di età compresa tra i 18 e i 48 anninelle due settimane successive al vaccino: hanno sviluppato una rara malattia legata ai coaguli di sangue. Una delle sei donne è morta, un’altra è in condizioni critiche. Negli Usa hanno ricevuto l’unica dose del vaccino Johnson & Johnson 6,8 milioni di persone, e altre 9 milioni di dosi sono già state inviate ai diversi Stati. 

La nota di Centers for disease control e Fda spiega che le due autorità stanno studiando i sei casi, «estremamente rari»: non è ancora certo, al momento, un legame causale tra la somministrazione del vaccino e lo sviluppo della rara malattia. 

Per poterli valutare, i Centers for disease control hanno convocato per mercoledì una riunione dell’Advisory Committee on Immunization Practices. La sospensione — spiega Fda — rimarrà in vigore finché l’analisi di Fda e Cdc non sarà terminata. L’analisi — secondo quanto anticipato dal New York Times — potrebbe portare a una limitazione dell’uso del vaccino, ad esempio per alcune fasce di età.

Nel frattempo, la Fda e i Cdc suggeriscono di contattare il proprio medico a chi abbia ricevuto il vaccino e sviluppi, entro tre settimane dall’iniezione, alcuni sintomi (come «forte mal di testa, dolore addominale o alle gambe, difficoltà a respirare). «Normalmente, il trattamento dei casi di coagulazione avviene attraverso anticoagulanti come l’eparina», si legge nella nota. «In questo caso, l’eparina può essere pericolosa. Il trattamento di questo specifico tipo di trombosi è diverso rispetto a quello delle trombosi normali». 

Johnson and Johnson non ha ancora commentato la sospensione. In Europa, entro il 2021, erano attese 200 milioni di dosi di questo vaccino.

La somiglianza con il caso AstraZeneca

La sospensione negli Stati Uniti di Johnson&Johnson, benché al momento priva di conseguenze sull’utilizzo di questo vaccino in Europa, arriva in un momento critico della campagna vaccinale nell’Unione europea e in Italia. 

Il 7 aprile scorso, il comitato per la sicurezza dell’Agenzia Europea per i Farmaci Ema (PRAC) aveva concluso che i «coaguli di sangue insoliti con piastrine basse» — la stessa malattia rara riscontrata da Fda e Cdc e che potrebbe essere collegata al vaccino di J&J — debbano essere elencati come effetti collaterali molto rari di Vaxzevria (il vaccino di AstraZeneca) e ha parlato di un «legame» con il vaccino, anche se i benefici della vaccinazione superano i rischi ad essa collegati.

Negli Stati Uniti, il vaccino AstraZeneca non è utilizzato. Fino a oggi, negli Stati Uniti erano utilizzati i vaccini Pfizer-BioNTech, Moderna e Johnson & Johnson. 

La scelta dell’Australia

Martedì il governo australiano ha deciso di non acquistare il vaccino Johnson & Johnson. Il ministro della Salute Greg Hunt ha escluso un contratto J&J perché il suo vaccino era simile — in quanto basato su una tecnologia a vettore virale, e non a mRna come Pfizer e Moderna — al prodotto AstraZeneca, per cui l’Australia ha già un contratto per 53,8 milioni di dosi. Nei giorni scorsi, l’Australia — che puntava sul vaccino AstraZeneca per accelerare il ritmo della sua campagna vaccinale — ha affermato che l’opzione migliore per gli under 50 è il vaccino di Pfizer, in base alla scoperta di un caso di trombosi rara. Un secondo caso è stato registrato martedì. In Australia sono dunque stati registrati in totale due casi di trombosi rara su 700mila dosi di AstraZeneca iniettate. Il governo non ha chiarito se la decisione di non acquistare il vaccino di Johnson&Johnson sia o meno legata a potenziali problemi legati alla tecnologia utilizzata dai due vaccini.

Il vaccino Johnson & Johnson in Italia

In Italia il vaccino Johnson&Johnsonarriverà nella giornata di martedì, dopo essere stato approvato dall’agenzia per il farmaco europea (Ema) e da quella italiana (Aifa). Nel pomeriggio di martedì 184mila dosi del vaccino Janssen (questo il nome del preparato della Johnson & Johnson) arriveranno all’hub nazionale della Difesa di Pratica di Mare. Insieme agli arrivi del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, quelli di Johnson & Johnson — secondo una nota del governo — dovrebbero contribuire in modo significativo al raggiungimento del target della campagna a livello nazionale. In Italia, al momento, non ci sono limitazioni all’utilizzo dei vaccini approvati tranne che per AstraZeneca (usato solo per gli over 60, secondo questa circolare del ministero della Salute). Il vaccino Johnson and Johsnon — a meno di pronunciamenti di Aifa o Ema, che al momento non ci sono né sono previsti — può essere somministrato dunque a tutti, secondo le direttive di precedenza stabilite dal piano varato dal governo.