Manifestazione contro la pedofilia nel clero in Australia

L’arcidiocesi di Colonia apre un’indagine indipendente sulla gestione della violenza sessuale. Centinaia di sacerdoti coinvolti

La Chiesa cattolica tedesca viene nuovamente travolta dalla pedofilia del clero: centinaia di minori hanno subito abusi sessuali da parte di preti, con la complicità di diversi vescovi che hanno occultato le violenze e protetto i religiosi pedofili. È quanto emerge dall’«Indagine indipendente sulla gestione della violenza sessuale nell’arcidiocesi di Colonia» (la più grande della Germania), resa nota ieri e commissionata dallo stesso vescovo diocesano, il cardinale Rainer Maria Woelki, che però finora, nonostante le pressioni e le polemiche – comprese le richieste di dimissioni –, si era sempre rifiutato di rendere noto il rapporto, pronto da gennaio.

Le 900 pagine dell’inchiesta, illustrano una situazione estremamente grave: dal 1975 al 2018, solo a Colonia, 202 aggressori, due terzi dei quali preti, hanno commesso abusi sessuali nei confronti di 313 minori e 1 maggiorenne. I vescovi che si sono avvicendati alla guida della diocesi hanno regolarmente coperto le violenze: Joseph Höffner, vescovo di Colonia dal 1969 alla sua morte nel 1987, avrebbe occultato otto casi; il predecessore di Woelki, Joachim Meisner (morto nel 2017), avrebbe nascosto ben 24 casi fra il 1988 e il 2014.

Pesantemente coinvolti anche gli ex vicari generali della diocesi di Colonia: Norbert Feldhoff e soprattutto Stefan Hesse, vicario generale fra il 2006 e il 2014 e attualmente vescovo di Amburgo – ma ha rassegnato le dimissioni appena il Rapporto è stato reso pubblico –, che avrebbe insabbiato 11 casi. Immediatamente rimossi dai loro incarichi il vescovo ausiliare Dominikus Schwaderlapp e il vicario giudiziale Günter Assenmacher, anche loro coinvolti nell’occultamento degli abusi.

Non si tratta di «insabbiamento sistematico» da parte dei responsabili dell’arcidiocesi di Colonia, ma di un «insabbiamento inerente al sistema», hanno spiegato Björn Gercke e Kerstin Stirner, gli esperti di diritto penale che hanno presentato il Rapporto. «Abbiamo incontrato – hanno proseguito – un sistema di mancanza di responsabilità, mancanza di chiarezza giuridica, mancanza di controllo e mancanza di trasparenza, che in ogni caso hanno favorito la segretezza e in cui erano coinvolte molte parti, anche al di fuori dell’arcidiocesi di Colonia». Non alcune “mele marce” quindi, ma un sistema strutturalmente marcio.

«Gli ecclesiastici sono stati colpevoli di aver inflitto violenza alle persone a loro affidate, in molti casi senza essere puniti per questo e, ancora peggio, senza che le persone colpite da questi abusi fossero prese sul serio e protette – ha detto l’arcivescovo Woelki –. Una prima promessa è stata finalmente mantenuta: scoprire ciò che è stato e ciò che è, per chiarire gli insabbiamenti e far luce su chi siano stati i responsabili».

Dopo il caso degli abusi su oltre cinquecento bambini del coro del duomo di Ratisbona (diretto anche dal fratello del papa emerito Joseph Ratzinger) emerso nel 2017, è la seconda volta che la Germania si trova travolta da uno scandalo di pedofilia del clero.