Le Seychelles tra i Paesi dove si è vaccinato di più. Ma i contagi salgono

Al primo maggio 1.000 casi attivi, un terzo dei quali hanno già ricevuto due dosi. Sulle isole dell’Oceano indiano immunizzato il 60 per cento della popolazione con Sinopharmnull

Non c’è pace nemmeno per le isole che hanno vaccinato buona parte della popolazione. L’aumento dei contagi da Covid-19 e nuove restrizioni alle Seychelles, nonostante l’arcipelago abbia immunizzato oltre il 60 per cento della propria popolazione contro il virus.

Lo riporta la Bbc, specificando che la nazione insulare di quasi 100 mila abitanti ha registrato circa 500 nuovi contagi in tre giorni fino al primo maggio e segnala circa mille casi attivi. Un terzo di questi ultimi riguarda persone che hanno ricevuto due dosi di vaccino, come ha riferito l’agenzia di stampa del Paese, mentre agli altri è stata inoculata una singola dose o nessuna.

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Le scuole sono chiuse e le attività sportive cancellate da due settimane. Bar, ristoranti e negozi hanno avuto indicazioni di chiudere presto e alcuni raduni sono stati proibiti. «Nonostante tutti gli sforzi eccezionali che stiamo mettendo in campo, la situazione di Covid-19 nel nostro Paese in questo momento è critica, con molti casi giornalieri segnalati la scorsa settimana», ha detto in conferenza stampa Peggy Vidot, ministra della Salute delle Seychelles. Più di quattro quinti dei casi attivi è costituito da abitanti delle Seychelles, con il resto composto da stranieri. 

L’arcipelago delle Seychelles, che vede nel turismo la propria principale voce economica, ha iniziato a immunizzare la propria popolazione a gennaio utilizzando il vaccino cinese Sinopharm. Tuttavia già in Cile era emerso come un altro prodotto di Pechino, il Coronavac, non fosse riuscito a immunizzare completamente la popolazione. Sinopharm ha affermato a dicembre (senza rilasciare alcun dato) che il suo primo vaccino era efficace al 79% in termini di prevenzione sintomatica, sulla base dei dati provvisori di Fase III. Come spiegato qui, però, il distributore negli Emirati Arabi Uniti dei vaccini della Sinopharm ha detto che stava programmando una terza dose in aggiunta al regime standard di due dosi per un «numero molto piccolo» di persone che «non erano risultate realmente reattive». Il gigante farmaceutico statale ha anche dichiarato (a marzo) che stava valutando se includere la terza dose di richiamo nella procedura standard di somministrazione. La stessa casa farmaceutica ha detto che il secondo vaccino (quello prodotto dall’istituto di Wuhan) è leggermente meno efficace: al 72,5% e ha annunciato che inizierà i test clinici su un terzo ulteriore candidato.