Ecco che fine hanno fatto i banchi della Azzolina

I “banchi a rotelle” dell’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina hanno trovato nuova collocazione negli hub e centri vaccinali

Vi ricordate i famosi banchi con le rotelle fortemente voluti dall’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina che avevano fatto infuriare genitori, insegnanti e persino gli studenti? Ora sappiamo dove sono finiti: al centro vaccinale di Vasto, in provincia di Chieti. Allora, a qualcosa sono serviti…

I banchi della discordia

La scorsa primavera, l’ex ministra Lucia Azzolina ne aveva parlato come “sedute innovative” che sarabbero state utili a “migliorare la didattica in classe favorendo, oltre al distanziamento, il lavoro di classe per il futuro”. Ma poi, quei “banchi all’avanguardia” che tanto piacevano aglialunni per giocare all’autoscontro durante l’intervallo delle lezioni, erano stati ritirati dagli istituti scolastici. Il motivo? Molti studenti avrebbero lamentato mal di schiena lancinanti per il fatto che costringessero ad una postura innaturale. Senza contare poi le dimensioni dei supporti (in plastica): piccoli. Talmente piccoli da poter contenere (a stento) un quaderno e un portapenne. Tant’è.

L’approvvigionamento delle sedute ultramoderne era stato mediato dall’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri. Il costocomplessivo dell’operazione – in realtà, si trattava di un bando – è stato di 119 milioni di euro, a spanne, circa 274 euro a banco. Un ottimo investimento visto dove sono finiti oggi…

Dalla scuola agli hub vaccinali

Se vale il detto che “in tempi di guerra ogni spiedo è spada”, allora, è vero anche che i banchi dell’Azzolina possono trovare nuova collocazione in tempi di pandemia. Dove? Negli hub o nei palasport adibiti a centri vaccinali, ad esempio.

Lo testimoniano le foto del PalaBCC di Vasto dove le sedute a rotelle sono state disposte in file ordinate per fare accomodare i vaccinandi over 60. Forse era questo che intendeva la deputata M5S quando parlava di “banchi di ultima generazione”? Chissà. Certo è che la ex ministra ne ha sempre difeso la paternità: “Abbiamo letto e ascoltato di tutto, -aveva dichiarato nel corso di una intervista – compresi conteggi fuori dal mondo sui costi di questa operazione. Abbiamo risposto con i fatti. Fino a ieri migliaia di studentesse e studenti facevano didattica sugli stessi banchi dei nonni. Questa squadra lascia in eredità alla scuola nuovi arredi, dopo anni di immobilismo. Le chiacchiere passano. I fatti restano”. E pure i banchi, a quanto pare.