L’incidenza, passa da 9 a 11 casi per centomila abitanti. Oggi la Cabina di regia per il monitoraggio settimanale Tweet Coronavirus. In Italia 1.394 nuovi casi, 13 morti e 174.852 test in 24 ore Israele, vaccino Pfizer il 30% meno efficace con variante Delta Covid-19, D’Amato: “Nel Lazio variante Delta al 34,9% Monitoraggio Gimbe: contagi in risalita, ma ospedali ok. Vero problema, i non vaccinati 09 luglio 2021In leggero aumento l’indice Rt in Italia, che passa dallo 0,63 della scorsa settimana a 0,66 di questa. E’ quanto emerge, si apprende, dalla Cabina di regia per il monitoraggio settimanale, riunita oggi. In salita anche l’incidenza, passata da 9 a 11 casi per centomila abitanti. La circolazione della variante Delta è in aumento in Italia e oltre al tracciamento dei casi e al completamento dei cicli vaccinali è necessario rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale, si legge nella bozza di Monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute sull’andamento dei contagi da coronavirus in Italia. Sono 6 le Regioni e due le province autonome classificate a rischio moderato e 13 a rischio basso secondo la bozza. Quelle a rischio moderato sono: Abruzzo, Campania, Marche, Veneto, Sardegna e Sicilia con le due province di Trento e Bolzano. Nessuna supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 2%: i ricoverati passano da 240 (29/06/2021)a 187 (06/07/2021). L’occupazione in aree mediche scende ulteriormente (2%) e i ricoverati passano da 1.676 (29/06/2021)a 1.271 (06/07/2021). Per tre mesi i casi di infezione da SarsCoV2 in Italia hanno continuato a scendere, ma a fine giugno la discesa ha subito una frenata e la curva ha cominciato a salire e adesso l’inversione tendenza è così chiara che se ne vedono i segni anche a livello regionale. Gli esperti che seguono l’andamento dell’epidemia in Italia non hanno più dubbi sull’inversione di tendenza, come il fisico Roberto Battiston,la fondazione Gimbe e l’Associazione Italiana di Epidemiologia(Aie), per la quale l’indice che descrive di contagi in modo simile all’Rt è sopra 1 in 11 regioni. “La pandemia non è finita”, ha detto anche ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Dobbiamo avere grande prudenza e attenzione, soprattutto per le varianti che sono elementi di ulteriore preoccupazione in un quadro che va seguito con grande attenzione”. E’ una situazione, quella italiana, in linea con l’aumento dell’incidenza che si sta facendo strada in molti Paesi d’Europa, anche se al momento la mappa elaborata dai Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc) è ancora in gran parte verde, a eccezione della Spagna, quasi tutta in rosso, e Cipro, in rosso scuro. In giallo Irlanda e ampie aree dei Paesi Bassi e della Svezia. Di risalita della curva dell’epidemia parla Battiston,fisico dell’Università di Trento, coordinatore dell’Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). “Da circa 10 giorni – ha detto – l’andamento degli infetti giornalieri non soltanto ha fermato la sua discesa, ma ha iniziato a risalire a livello nazionale. Anche se molto più difficile da identificare,si comincia a vedere lo stesso andamento anche a livello di alcune regioni, ma con numeri piccoli e un livello di incertezza maggiore”. E’ un cambiamento che “sta avvenendo in coincidenza con la crescita della variante Delta”, ha proseguito Battiston,e “in alcuni casi responsabile di più del 50% dei casi e che ben presto avrà raggiunto la dominanza” A dare la misura della risalita della curva epidemica in Italia sono anche i numeri dell’aggiornamento quotidiano del ministero della Salute, che segnalano un incremento di 1.394 casi in 24 ore rispetto ai 1.010 del 7 luglio. All’indomani del primo superamento della soglia di mille casi, si registra un aumento del 38%, rilevato con 174.852 test fra molecolari e antigenici rapidi, contro i 177.977 del giorno precedente. Il tasso di positività risulta quindi salito da 0,56 a 0,8% in 24 ore. E’ invece di 1,5 se si considera il rapporto del totale dei casi con i soli tamponi molecolari. Mentre il numero dei decessi resta sostanzialmente stabile (13 contro i 14 del giorno prima), la discesa dei ricoveri comincia a frenare. I ricoverati nelle unità di terapia intensiva restano 180, come il giorno precedente e restano 8 anche i nuovi ingressi. In calo di 37 unità in 24 ore sono invece i ricoverati nei reparti ordinari, per un totale di 1.197. Fra le regioni è stata la Sicilia a registrare il maggiore incremento in 24 ore, con 219 casi, seguita da Lombardia (215),Campania (162), Veneto (149) e Lazio (112). Ed è sulle regioni che si sta concentrando l’attenzione degli esperti, come quelli dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (Aie), che in 11 regioni segnalano una maggiore frequenza delle diagnosi di infezione. L’hanno calcolata utilizzando l’indice di replicazione diagnostica (RDt), simile all’indice Rt calcolato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dalla Fondazione Bruno Kessler ma che si basa sulle segnalazioni delle diagnosi anziché sui contagi. Punta l’indice su 11 regioni anche la fondazione Gimbe, che osserva un aumento dei casi in Abruzzo, Campania, Liguria,Lombardia, Marche, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e nelle province autonome di Trento e Bolzano. Crisanti: “Virus muta più velocemente dei vaccini” “Ci sono Paesi che sono covid free pur non avendo vaccinato la popolazione in massa, come la Nuova Zelanda e la Corea del Sud che hanno semplicemente implementato politiche per limitare la trasmissione del virus. A Singapore c’è stato un focolaio in un aeroporto ed hanno testato tutte le persone potenzialmente coinvolte nell’attività dell’aeroporto e l’hanno bloccato il focolaio. Noi invece pensiamo che coi vaccini si risolve tutto, ma non è così. Un virus che cambia come questo basare tutto sui vaccini a mio avviso non avrà l’effetto sperato, perché non abbiamo la capacità di aggiornare i vaccini alle varianti alla velocità con cui cambia il virus. Per riformulare il vaccino ci vogliono un paio di mesi e mezzo anno per distribuirlo, nel frattempo il virus ha galoppato. Una cosa è vaccinare centinaia di migliaia di persone all’anno per l’influenza, altra cosa è vaccinare ogni anno decine di milioni di persone. Quando l’Inghilterra ha lanciato l’allarme su questa variante dovevamo impedire che arrivasse in Italia, con i controlli in entrata e in uscita. Ma il problema è europeo, perché se ogni Paese fa come gli pare e in Italia ogni regione fa come gli pare, diventa un casino incredibile”. Così Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova, su Radio Cusano Campus. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-Rt-Italia-in-lieve-aumento-a-0-virgola-66-aumenta-anche-incidenza-f81180fc-23aa-45f5-b0d4-73de932e3fa5.html