Lo ha detto il portavoce dell’Alto rappresentante Borrell. La Cina esprime “fermo” sostegno e chiede agli Usa la revoca dell’embargo. “Si parla di 13-20 morti, più di 200 persone scomparse” Tweet RSF: in pericolo la libertà di Stampa in America Latina, Cuba tra i peggiori del continente Cuba, scontri e arresti nella protesta anti-governativa. Non succedeva da trent’anni Dopo 60 anni a Cuba si chiude l’era Castro: le 10 date chiave di Fidel e Raul di Antonella Alba 13 luglio 2021A Cuba continuano le proteste e la repressione da parte della polizia, fatti che preoccupano la comunità internazionale. “Siamo al corrente degli arresti avvenuti a Cuba di attivisti politici e anche di giornalisti e siamo molto preoccupati, è un fatto assolutamente inaccettabile”, ha detto il portavoce dell’Alto rappresentante Ue Josep Borrell, Peter Stano, nel briefing della Commissione Ue. Quindi aggiunge “Chiediamo alle autorità cubane di rilasciare immediatamente tutti i detenuti per convinzioni politiche, il loro posto non è in prigione ma nel discorso pubblico “. Queste persone “devono essere in grado di esprimere le loro opinioni e, in caso dei giornalisti, di lavorare senza limitazioni” assicurando che l’Ue continuerà a monitorare gli sviluppi e allo stesso tempo il dialogo con le autorità cubane. Fa discutere l’arresto – riportato anche dal quotidiano Cubanet – della corrispondente del quotidiano spagnolo Abc, Camila Acosta, fermata ieri all’Avana. Sarà perseguita per “crimini contro la sicurezza dello Stato”, dopo aver coperto le proteste antigovernative esplose domenica, dice lo stesso giornale iberico, citando conferme dello scrittore Angel Santiesteban al portale indipendente cubano. Modalità degne di un regime dalla mano pesante: la giornalista è stata intercettata da diversi agenti della polizia alle ore 16 spagnole di lunedì, mentre usciva di casa col padre, mentre si recavano in una struttura per un test anti covid. Gli agenti sarebbero entrati nella sua casa, dove hanno effettuato una perquisizione e hanno preso tutta la sua attrezzatura professionale, compreso il computer. I suoi account e i suoi messaggi sono stati bloccati. Ora è detenuta in una stazione di polizia del comune di Cerro. Secondo i media altri venti giornalisti sono agli arresti, insieme ad altri centinaia di manifestanti. Con una nota “Gli europarlamentari italiani e spagnoli del Ppe hanno presentato un’interrogazione al vicepresidente della commissione europea Josep Borrell sui recenti sviluppi” sull’isola. Le proteste Proteste di questa entità non si vedevano dal 1994, 30 anni fa. Alla base c’è la crisi economica peggiorata con la pandemia, i cittadini lamentano carenza di cibo e l’aumento dei prezzi, ma anche la gestione politica. Le manifestazioni sono partite da una piccola località chiamata San Antonio de los Banos, poi si sono diffuse in 25 città dell’isola, ora proseguono soprattutto nei centri abitanti più importanti e anche soprattutto sui Social. In Italia Diverse le iniziative dei cubani anche in Italia, dove tutte le forze politiche si schierano con la protesta dei cittadini e contro la violenza del regime. Incontri a Roma, proseguono anche nel resto d’Italia: domani a Bolzano e il 15 luglio al consolato di Milano. “A Cuba sono in corso manifestazioni pacifiche, nate spontaneamente. A scendere in strada sono persone stanche di un sistema che le ha oppresse per 62 anni, e di una situazione che con il Covid è diventata drammatica. Ma si stava male già prima”. Lo dice Sadiel Gonzalez Gutierrez che gestisce assieme ad altri una ‘pagina di supporto’ su Facebook che vuole mostrare al mondo la realtà di Cuba. Una pagina di supporto al Movimento San Isidro di Cuba, da cui prende il nome, nata proprio quando, nel novembre scorso, la polizia ha fatto irruzione all’Avana nella sede del Movimento di artisti, attivisti, giornalisti e intellettuali. Gutierrez italo-cubano, da 15 anni vive e lavora in Italia nel settore turistico in provincia di Bolzano. “La colpa del malcontento non è solo del Covid, è il regime che sbaglia tutto da 62 anni, la gente non ce la fa più, vuole libertà, libere elezioni, vuole che il presidente Miguel Diaz Canel se ne vada, vuole scegliersi i propri governanti, perché il vero sovrano è il popolo. E soprattutto non ha più paura. “Adesso – spiega – il cittadino cubano dispone di Internet, del cellulare. Internet ha dato voce al popolo cubano, Internet è l’arma che il cubano possiede e che gli permette di vedere e far sapere cosa sta accadendo”. “La repressione c’è stata, ci sono state le cariche della polizia, i video ci arrivano. Hanno attivato una sorta di stato di emergenza e la polizia ha ricevuto l’indicazione di agire soprattutto al buio. Ma sparano anche di giorno. Si parla di 13-20 morti, più di 200 persone scomparse”. “I cubani non hanno armi e noi non vogliamo una guerra civile. Ma sentiamo Diaz Canel che cerca di dividere invece di pacificare, afferma che le strade sono dei rivoluzionari, mette gli uni (i pochissimi che sostengono la dittatura) contro gli altri”. “E il regime – continua – è anche colpevole di non lasciare entrare le organizzazioni internazionali, da Amnesty ad altre. Dovrebbe chiedere aiuto, consentire l’ingresso di brigate mediche dell’Onu: il sistema sanitario è crollato, la gente muore a casa, non c’è solo il Covid ma anche il Dengue emorragico”. La Cina La Cina dichiara il proprio sostegno a Cuba e sollecita gli Stati Uniti a revocare l’embargo sul Paese comunista. Lo ha fatto sapere il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, nel primo commento di Pechino alle proteste anti-governative. “La Cina sostiene fermamente il lavoro di Cuba nella lotta contro la pandemia, nel miglioramento della vita delle persone e nella stabilità sociale”, ha scandito il portavoce, aggiungendo che “come ha sottolineato Cuba, il blocco degli Stati Uniti è la causa principale della carenza di medicinali e di energia a Cuba”. Gli Stati Uniti, ha concluso Zhao, “devono revocare completamente l’embargo contro Cuba e svolgere un ruolo positivo per il popolo cubano per superare l’impatto della pandemia”. Gli Usa Le proteste danno a Biden l’opportunità di rivedere la promessa fatta in campagna elettorale e cioè quella di tornare alle aperture dell’amministrazione Obama, che era riuscito a ripristinare i rapporti diplomatici con l’Avana. “Gli Usa stanno saldamente con il popolo cubano mentre fa valere i suoi diritti universali. Chiediamo al governo cubano di astenersi dalla violenza nel suo tentativo di silenziare le voci del popolo di Cuba che chiede libertà da un regime autoritario”, ha detto il presidente strizzando l’occhio all’elettorato in Florida, ma che non ha ancora cominciato un dialogo costruttivo con Cuba. Secondo il Washington Post l’appoggio espresso dal presidente americano ai dimostranti è il segnale di “un approccio più muscolare verso il regime comunista con il quale aveva inizialmente promesso di confrontarsi”. Una parte dei democratici, specie in Florida dove c’è un’ampia comunità di esuli cubani, premono per un linea più dura, anche motivi elettorali in uno stato cruciale per gli equilibri politici. “È un’opportunità per noi di cambiare il corso degli eventi a Cuba”, dice il presidente della commissione esteri del Senato, il democratico Robert Menendez, figlio di immigrati cubani e critico dello sforzo del partito per dialogare con l’Avana, che incontrerà oggi Biden. “L’America sta con la libertà. Dobbiamo stare con i pacifici dimostranti cubani mentre lottano per la loro. La Casa Bianca deve muoversi in fretta”, ha twittato la deputata democratica Val Demings, che vuole sfidare il repubblicano Marco Rubio per il seggio di senatore della Florida. Forti della loro unione – infatti – in Florida meridionale, la più grande comunità di cubano-americani degli Usa, alcune personalità social cubano-americane hanno annunciato di avere in programma di recarsi sull’isola con barche cariche di rifornimenti. Gli stessi invisi al presidente cubano, Miguel Diaz-Canel, che li accusa di usare i social network di fomentare la protesta. Radunati a Little Havana, nel fine settimana mostreranno appoggio ai cubani sull’isola affrontando le 10 ore di navigazione. Gli influencer intenderebbero portare con sé aiuti e pistole e avrebbero chiesto alla gente di Miami di mettere a disposizione delle barche, ma la Guardia costiera degli Stati Uniti a Miami mette in guardia dall’iniziativa. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/cuba-ue-arresti-inaccettabili-rilasciateli-subito-0d3439d4-e27d-4f33-a3dd-01793eccf84f.html