+1 terapie intensive, +23 ricoveri. Il tasso di positività cala all’1,3%

Una via del centro di Roma, archivio © ANSA

La corsa del virus SarsCoV2 non rallenta, spinta anche dalla maggiore trasmissibilità della variante Delta sempre più diffusa anche in Italia. Continuano infatti ad aumentare i contagi ed anche il numero giornaliero delle vittime è in crescita, mentre si confermano i segnali di un nuovo amento degli ingressi nelle terapie intensive anche se il tasso di occupazione complessivo di questi reparti resta sotto il livello di criticità.

In questo quadro, si segnalano pure vari casi, in aumento, di infezioni tra i già vaccinati e gli esperti ribadiscono l’invito a immunizzarsi perchè, avvertono, le due dosi di vaccino prevengono comunque le forme più gravi della malattia, e dunque ospedalizzazioni e decessi. La fotografia che arriva dal bollettino quotidiano del ministero della salute conferma il trend in risalita dell’epidemia. Aumentano ancora, infatti, i positivi nelle ultime 24 ore: sono 3.121, ieri erano stati 2.898. Sono invece 13 le vittime in un giorno (ieri 11). Il tasso di positività è dell’1,3%, in calo rispetto all’1,4% di ieri. Segnali di controtendenza, inoltre, nella pressione sui reparti ospedalieri: sono 162 i pazienti in terapia intensiva per Covid, in aumento di uno nel saldo tra entrate e uscite, ed è il terzo giorno di fila di risalita del dato. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono invece 1.111, quindi 23 in più rispetto al giorno prima.

“Quello che stiamo vedendo – spiega all’ANSA Massimo Andreoni, direttore di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma – è un progressivo aumento del numero dei casi, che con tutta probabilità continuerà a crescere nelle prossime settimane in modo esponenziale”. Ciò che che sta accadendo, rileva, “è legato al fatto che la variante Delta del virus, più trasmissibile del 60% rispetto alla variante Alfa finora più diffusa, sta diventando dominante e stiamo avendo un alto numero di infezioni tra i giovani, che non sono vaccinati”. Questo, avverte Andreoni, “è un dato preoccupante perchè in Italia c’è anche un alto numero di over-60 non vaccinati e speriamo che non avvenga ciò che abbiamo già visto, e cioè che i giovani portino l’infezione alle persone più anziane”.