Attesa la conferenza del premier con i ministri Giovannini, Speranza a Bianchi dopo il consiglio dei ministri sui decreti incendi e infrastrutture

Enrico Letta e Matteo Salvini in una foto d'archivio © ANSA

Lega, Fdi ed ex M5s votano in commissione alla Camera diversi emendamenti, all’ultimo dl Covid, che bocciano il green pass. Gli emendamenti non sono approvati ma diventano il detonatore di una arroventata polemica politica con il Pd ed il Movimento 5 stelle.

Il segretario Dem Enrico Letta attacca a testa bassa il partito di Salvini giudicandolo nei fatti fuori dalla maggioranza. La Lega replica altrettanto a muso duro parlando di un Pd fuori dal mondo. E rincarando la dose proprio con il suo segretario Matteo Salvini, che avverte: se lo Stato impone il green pass deve poter garantire i tamponi. “Noi avevamo presentato – spiega il leghista Claudio Borghi – una serie di emendamenti migliorativi, che non sono stati accettati, il governo chiedeva di ritirarli. Ne avevamo presentati tanti, e a fronte di una chiusura totale li abbiamo votati”.

“Non è un voto contro il Green pass, ma per migliorarlo”, ha precisato poi Borghi in una intervista alla ‘Stampa’ questa mattina – Abbiamo presentato più di seicento emendamenti che abbiamo poi ridotto a quaranta come gesto di buona volontà. Con proposte di buon senso come l’esenzione dei minorenni, i tamponi salivari gratuiti e così via. Visto che in Commissione non si è fatto alcun passo avanti, abbiamo votato i nostri emendamenti”.

Un braccio di ferro nella maggioranza dunque sul green pass proprio nel momento in cui il premier Mario Draghi riapre la partita post ferragostana per il rilancio del Paese, innanzitutto dal punto di vista economico. Un rilancio che non può prescindere dalla situazione epidemiologica. E, in questo senso, il green Pass – è convito il premier -è la chiave per la dare solidità alla ripresa.

Mario Draghi riparte da un concetto che, già prima della pausa estiva, aveva ribadito agli italiani e alle forze politiche. E alla vigilia della riapertura delle scuole e della ripresa a pieno ritmo delle attività produttive, l’importanza della diffusione capillare dei vaccini e del Green Pass è, se vogliamo, perfino cresciuta.

Il presidente del Consiglio potrebbe cominciare proprio da qui nella conferenza stampa dopo il Conisglio dei ministri convocato per le 11.30 che, di fatto, dà il la alla fase due del suo governo.

Una fase nella quale, è la convinzione del premier, il cronoprogramma stabilito dall’esecutivo e soprattutto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non può rallentare. Ma Draghi dovrà vedersela con un autunno politicamente caldissimo, complici anche le amministrative del 3 ottobre. Con Pd e Lega che, proprio sul Green Pass, tornano allo scontro frontale.

La conferenza stampa seguirà un Consiglio dei ministri chiamato a varare innanzitutto due provvedimenti: il decreto incendi e quello infrastrutture. E’ molto probabile, inoltre, che il governo approvi anche un provvedimento ad hoc per l’accoglienza dei profughi afghani.

La convocazione – Il Consiglio dei ministri è convocato per l’esame del seguente ordine del giorno: – DECRETO-LEGGE: Disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile (PRESIDENZA – GIUSTIZIA – INTERNO – DIFESA – ECONOMIA E FINANZE – INNOVAZIONE TECNOLOGICA E TRANSIZIONE DIGITALE – TRANSIZIONE ECOLOGICA – POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – UNIVERSITÀ E RICERCA); – DECRETO-LEGGE: Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali (PRESIDENZA – INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ SOSTENIBILI – GIUSTIZIA – SVILUPPO ECONOMICO – SUD E COESIONE TERRITORIALE – ECONOMIA E FINANZE); – LEGGI REGIONALI; – VARIE ED EVENTUALI.

Alla conferenza stampa Draghi sarà affiancato dai ministri Enrico Giovannini, Roberto Speranza e Patrizio Bianchi. Scuola, trasporti, sicurezza sanitaria: è da qui che riparte il governo in chiave anti-Covid. Mettendo a punto, anche dal punto di vista tecnico, il sistema di verifiche per gli ingressi a scuola di prof e alunni. E puntellando – nel rispetto delle autonomie del tpl – anche il potenziamento e il sistema di controlli nei trasporti.

L’intervento di Draghi non si fermerà al dossier Covid. “Il premier illustrerà le priorità dell’azione di governo”, spiegano fonti dell’esecutivo. L’obiettivo è non impantanarsi anche perché i fari di Bruxelles sul Pnrr si riaccenderanno.