Il portavoce Zabihullah Mujahid: “Usciti dal pantano della guerra”. Appello di Massoud a una rivolta nazionale: “Libertà per il nostro paese” Tweet Afghanistan, stretta dei talebani in Panshir: rischio crisi umanitaria. Verso nuovo governo Afghanistan, Di Maio: “Ipotesi Doha per ricollocare l’ambasciata a Kabul” Afghanistan, riapre l’aeroporto di Kabul. Va avanti la lotta nel Panshir 06 settembre 2021I Talebani hanno rivendicato il pieno controllo della Valle del Panshir, l’unica che ancora non era caduta alla loro rapida avanzata per la resistenza degli uomini guidati da Ahmad Massoud. Lo ha dichiarato il portavoce dei Talebani Zabihullah Mujahid, dicendo che ”con questa vittoria il nostro Paese è completamente libero” e ”uscito dal pantano della guerra”. “La guerra è finita, ora lavoreremo per ricostruire l’Afghanistan”, ha detto Zabihullah Mujahid, in conferenza stampa a Kabul, dopo l’annuncio della conquista del Panshir. “Costruiremo un sistema forte, responsabile e inclusivo e qualsiasi tentativo di insurrezione sarà “duramente colpito”. Appello di Massoud agli afghani per una rivolta nazionale Sull’account di Twitter riconducibile al Fronte di resistenza nazionale, si parla di ”un forte attacco via terra e via aria subito nella notte”. Il leader del movimento di resistenza Massoud ha lanciato un appello per una “rivolta nazionale” contro i talebani, in un messaggio audio inviato ai media: “Ovunque tu sia, dentro o fuori, ti invito a iniziare una rivolta nazionale per la dignità, la libertà e la prosperità del nostro Paese”. Nell’audio di 19 minuti diffuso via Facebook, Massoud contesta alla comunità internazionale di aver legittimato i Talebani dando loro fiducia politica e militare. Talebani che, prosegue, hanno attaccato le forze della resistenza del Panshir ignorando le richieste dei religiosi. Massoud, 32 anni e una laurea al King’s College di Londra e all’Accademia militare di Sandhurst, è figlio del leggendario “Leone del Panjshir” ucciso due giorni prima degli attentati dell’11 settembre del 2001. I combattenti della resistenza in Panshir hanno dichiarato di essere ancora presenti in “tutte le posizioni strategiche” della valle e di “continuare a combattere”. In un tweet del gruppo, inoltre, è stato affermato che “la lotta contro i talebani e i loro partner continuerà fino a quando non prevarranno giustizia e libertà”. Massoud ha confermato su Twitter la morte di Fahim Dashti, portavoce del Fronte della resistenza nazionale, rimasto ucciso nella notte nella Valle del Panshir a causa dell’avanzata dei Talebani: ”Fahim Dashti era un amico e un fratello. Ha difeso la libertà di parola e i suoi ideali ed è morto come un eroe per la sua patria!”. Sull’account di Twitter riconducibile alla resistenza è stata postata una sua foto in bianco e nero. Tra le vittime dei Talebani ci sarebbe anche il generale Abdul Wudod Zara. “Con rammarico, la Resistenza nazionale dell’Afghanistan ha perso oggi due compagni nella resistenza contro l’oppressione e l’aggressione. Fahim Dashti, portavoce della Nrf, e il generale Abdul Wudod Zara sono stati martirizzati. Possa la loro memoria essere eterna”, si legge su Samaa News che cita il Fronte di resistenza. I punti salienti della conferenza stampa dei Talebani Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha convocato una conferenza stampa a Kabul per annunciare la fine della guerra in Afghanistan, con la conquista del Panshir, e per fare il punto sulla situazione nel Paese. Ecco i punti salienti delle sue affermazioni: – I talebani hanno preso il controllo totale della valle del Panshir, anche se le forze di resistenza nell’area negano di avere perso la loro battaglia e affermano di occupare ancora le loro posizioni strategiche. – I talebani hanno cercato di negoziare con il Fronte di resistenza nazionale afghano (Nrf) guidato da Ahmad Massoud, ma hanno usato la forza quando il tentativo di colloqui di pace è definitivamente fallito. – Non è chiaro dove siano ora i leader della resistenza nel Panshir. Massoud ha scritto su Twitter di essere vivo e al sicuro. Mujahid ha spiegato che ci sono notizie non confermate secondo cui l’ex vicepresidente Amrullah Saleh ha lasciato il paese. – Il leader supremo del gruppo, Hibatullah Akhundzada, è vivo e “apparirà presto alla vista del pubblico”, secondo Mujahid che ha cercato così di fugare i dubbi sul luogo in cui si trova Akhundzada e le ragioni del suo silenzio video e audio. La figura di Akhundzada è avvolta nel segreto. Di lui si sa che è nato nel 1961 nel distretto Panjwayi di Kandahar, e che ben presto emigrò con la sua famiglia a Quetta, in Pakistan, dove studiò in una madrasa (scuola religiosa islamica). Negli anni Ottanta, il leader talebano, il cui nome significa ‘dono di Dio’, partecipò alla campagna dei Mujahedin contro le truppe sovietiche in Afghanistan. Studioso del Corano, Akhundzada fu il vice capo della Corte Suprema durante il precedente regime talebano (1996-2001). Assunse la leadership del movimento nel 2016, dopo l’uccisione del predecessore Akhtar Mohammad Mansour in un raid di un drone americano in Pakistan. – Sull’atteso annuncio del nuovo governo afghano, il portavoce dei talebani ha affermato che tutte le decisioni importanti sono già state prese e che la formazione definitiva del nuovo esecutivo sarà annunciata presto. – Mujahid ha reso noto che il Pakistan ha chiuso i valichi di frontiera per problemi di sicurezza posti dai prigionieri evasi in Afghanistan. – I voli nazionali in Afghanistan sono ripresi e il movimento dei talebani è in attesa di vedere quando potranno riprendere i voli internazionali. L’aeroporto di Kabul è molto danneggiato, ha comunque precisato il portavoce. – Le donne sono “una parte importante” della società afghana e saranno rispettate nel quadro della sharia, o legge islamica, ha detto Mujahid, ancora una volta senza spiegare così significhi ciò nella pratica. La condanna dell’Iran L’Iran ha “condanna fortemente” l’offensiva militare dei talebani contro i combattenti della resistenza nella Valle del Panshir in Afghanistan. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha detto ai giornalisti che le notizie dal Panshir sono “veramente preoccupanti”. “C’è solo una soluzione politica nel Panshir e l’assedio del Panshir non è affatto accettabile in termini di diritto internazionale e diritto umanitario”, ha spiegato il portavoce della diplomazia iraniana. L’Iran, che confina con l’Afghanistan, non ha riconosciuto i talebani durante il periodo al potere del gruppo tra il 1996 e il 2001.