"Non riusciva neanche a respirare": gli ultimi giorni di Rubicondi

“Non riusciva neanche a respirare“: gli ultimi giorni di Rubicondi

Roberto Manfré, amico di Rossano Rubicondi, ha raccontato gli ultimi giorni di vita dell’imprenditore romano: “Ivana voleva vederlo, ma questo l’avrebbe distrutta, era troppo fragile”

La morte di Rossano Rubicondi, scomparso all’età di 49 anni, rimane a tratti inspiegabile. L’imprenditore è deceduto mentre lottava contro un melanoma, che aveva scoperto da circa un anno. Ma nel corso degli ultimi giorni molte indiscrezioni sono circolate sulla sua tragica fine. A fare chiarezza sui suoi ultimi istanti di vita è stato l’amico di Rubicondi, Roberto Manfré, che a Domenica In ha fatto rivelazioni toccanti.

“Il cancro l’ha consumato in un anno. All’inizio credeva fosse un melanoma benigno”, ha svelato Manfré in collegamento da New York. A Mara Venier l’uomo ha raccontato di avere vissuto da vicino la lunga battaglia combattuta da Rossano Rubicondi dopo la scoperta della malattia. Mesi fatti di interventi chirurgici – ventisette in tutto – e chemioterapia, come rivelato dallo stesso Rubicondi in un audio choc mandato in onda a Pomeriggio 5.

A Domenica In, Manfré ha ripercorso le ultime settimane di vita di Rossano scandite dalle cure, ma anche dalla voglia di combattere e vincere il male: “Si stava curando in uno degli ospedali più importanti di New York. Ma il male ha continuato ad avanzare fino allo stadio quattro con metastasi in tutto il corpo. Aveva attaccato soprattutto il fegato. Lui però era tenace, andava avanti. Era sempre positivo, poteva vendere carisma al mercatino. Era fantastico, diceva: ‘Je meno al cancro’. Ma era consapevole che sarebbe stata dura”.

Nonostante le indiscrezioni circolate, Rossano Rubicondi non è mai stato da solo in questa difficile battaglia. È morto da solo nel suo appartamento di New York, ma non è mai stato abbandonato dagli amici più cari e soprattutto da Ivana Trump, la sua ex moglie: “Aveva molti affetti qui a New York. Io e mia moglie non lo abbiamo mai lasciato da solo. Veniva da noi a mangiare spesso, ci sentivamo tutti i giorni. Ivana senza dubbio ha avuto il ruolo maggiore. Non lo ha mai abbandonato. È stata fantastica. Lo ha aiutato con l’assicurazione medica e a trovare un appartamento vicino a lei”.

La corsa della malattia, però, non si è mai arrestata e pochi giorni prima di morire Rossano Rubicondi è stato addirittura ricoverato in ospedale per un principio di infarto. “Mi ha chiamato dicendomi che non riusciva neppure a respirare, aveva i battiti altissimi. Ma il giorno dopo stava meglio e si è fatto dimettere”. Poi un silenzio di alcuni giorni ha fatto preoccupare Manfré, spingendolo a recarsi nel suo appartamento dove, dopo avere fatto irruzione, ha trovato il corpo senza vita di Rubicondi. Una scena terribile, difficile da dimenticare. “Lì purtroppo l’ho trovato morto, non c’era più nulla da fare. Non è stata una cosa piacevole da vedere. Sono cose che non dimentichi”, ha raccontato l’uomo senza entrare nei dettagli, ma fornendo una versione della morte vicina a quella trapelata sin dall’inizio, secondo la quale Rubicondi sarebbe morto per una caduta accidentale in casa.

Dopo la scoperta del cadavere, la prima telefonata fatta da Manfré è stata a Ivana Trump, l’ex moglie di Rubicondi, che però non era raggiungibile. Poche ore dopo, quando la donna ha appreso la notizia del decesso il dolore l’ha travolta: “Ivana voleva vederlo, ma già era fragile. Vederlo in quelle condizioni l’avrebbe distrutta. Glielo ho sconsigliato”. La Trump si è però fatta carico di ogni aspetto legato alle esequie di Rubicondi, come ha spiegato Manfré: “Ivana si è occupata di tutto. Ha organizzato una camera ardente riservata solo a pochi intimi, dove ha fatto arrivare almeno cinquecento rose rosse. Poi il giorno dopo è stata fatta la cremazione e il funerale in una chiesa dove andava ogni tanto”. Una cura nei particolari che Ivana Trump non ha voluto delegare ad altri, confermando quanto il loro rapporto – nonostante il divorzio – fosse rimasto forte e profondo