di redazione

Una decisione che aggiunge sofferenza al dolore delle famiglie. La guerra non è ufficialmente riconosciuta come tale da Mosca, che ha sempre parlato di “operazione militare speciale”

Se una guerra non c’è, non possono esserci funerali per i soldati morti in battaglia. Così la Russia vieta le esequie per le giovani leve scomparse in Ucraina, nel corso di quello che il governo di Putin non riconosce ufficialmente come conflitto ma continua a definire “operazione militare speciale”. “Ci hanno detto che non avremo indietro il corpo del nostro ragazzo, Maxim, finché tutto non sarà finito. Dicono che non vogliono scatenare il panico”, ha raccontato una madre, Lyudmila, alla Novaja Gazeta, uno dei pochi giornali indipendenti russi prima che questo fosse costretto a cancellare dal proprio sito gran parte degli articoli riguardanti le cronache ucraine all’indomani della stretta del Parlamento russo sui media del Paese.

La storia di Maxim, 22 anni,somiglia a quella di tanti altri giovani che si sono ritrovati al fronte all’improvviso. Il ragazzo aveva parlato con la sua famiglia il 23 febbraio, il giorno prima di morire nei combattimenti. “Siamo qui per delle esercitazioni, appena mi ridanno un telefono ti chiamo“, aveva promesso alla mamma. “Non potevamo nemmeno immaginare che un soldato di leva sarebbe stato inviato lì. Aveva tenuto la mitragliatrice in mano solo due volte”, dice oggi Lyudmila. 

Le cifre sui soldati russi che hanno perso la vita in battaglia in quasi due settimane di invasione sono discordanti. Per Scott Berrier, direttore della Defence Intelligence Agency del Pentagono, si tratterebbe di “2 mila o 4 mila” morti. Oltre 12mila le perdite umane tra le fila dell’esercito russo per lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine. Mosca, invece, ha rotto il silenzio soltanto il 2 marzo, diffondendo un bollettino che parlava di 498 soldati uccisi e 1.597 feriti. Il presidente Putin stesso si è rivolto alle “famiglie dei soldati che stanno combattendo da eroi”, assicurandogli che “avranno diritto a indennizzi e a riconoscimenti economici per il loro valore profuso sul campo di battaglia”.

Nelle scorse settimane, inoltre, una rivelazione dell’intelligence britannica (ripresa dal Telegraph), aveva parlato di forni crematori mobili che seguirebbero l’esercito russo in Ucraina per evitare di dover provvedere al rinvio dei corpi in Russia. “Ai parenti verrà notificato che il loro congiunto è morto nell’adempimento del proprio dovere di servizio, al di fuori della località di dislocazione permanente”, si legge.

Intanto il governo ucraino ha ideato un sito e un gruppo Telegram che conta centinaia di migliaia di iscritti per offrire informazioni sui soldati russi catturati e uccisi in Ucraina. “Per fermare la guerra, abbiamo bisogno che più russi sappiano delle loro perdite in Ucraina”, si legge in un post. “Se i vostri parenti o amici sono in Ucraina e partecipano alla guerra contro il nostro popolo, qui potete trovare informazioni sul loro destino”, si legge. Anton Herashchenko, funzionario del Ministero degli Affari Interni di Kiev, ha spiegato su Facebook che la linea di assistenza è stata creata per aiutare i russi nella loro ricerca di chiarezza e verità sulla guerra.